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Da una scintilla scoppierà un incendio

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LETTERA APERTA (di Davide Insinna)

Alla cortese attenzione di

Presidente della Repubblica235336412_70f8513d12.jpg

Giorgio Napolitano

Presidente del Consiglio

Mario Monti

Presidente Regione Piemonte

Roberto Cota

Presidente Provincia di Torino

Antonio Saitta

Sindaco di Torino

Piero Fassino

TV e giornali italiani che decidano di non censurare questa lettera aperta



Torino, 27 settembre 2012



Oggetto: Lettera aperta



Gentili destinatari,

mi rendo conto che la situazione economica del paese è critica e delicata e mi rendo altresì conto che siano doverosi tagli e sacrifici, anche se potrebbero esserci maggiori risorse se si tagliasse dove si spreca di più, a favore servizi socialmente utili di cui i cittadini non possono fare a meno; ma non è di manovre finanziarie che voglio parlare.

Le Associazioni no profit, piccole o grandi che siano, più o meno conosciute, cercano di sopperire alle mancanze che spetterebbero alle amministrazioni pubbliche, ma che per un motivo o per l’altro esse non riescono ad attuare. Nel mio caso specifico, attraverso la Nuovi Orizzonti – Associazione no profit che rappresento - sto cercando di proporre un progetto per la realizzazione di un grande Centro Accoglienza per donne vittime di violenza o comunque in condizioni di disagio sociale, denominato G.A.D. – Gruppo Autonomia Donne, ubicato in Piemonte, ma con valenza nazionale.

Proprio perché consapevole della situazione che il nostro paese sta attraversando, la mia intenzione è quella di presentare il progetto, senza chiedere fondi alle pubbliche amministrazioni, ma chiedendo alle stesse, in seguito al sostegno ufficiale del progetto, di aiutarci nella presentazione di questa nostra iniziativa, all’Unione Europea, alle Fondazioni bancarie e alle grandi aziende private del territorio. Sono consapevole del fatto che le richieste simili saranno molteplici, ma ritengo particolarmente urgente la situazione della violenza contro le donne; molto presente in Italia, ma ancora poco seguita, se non trattata con molta omertà e molta indifferenza nelle sue varie vicende.

Ritengo altresì che un grande Centro Accoglienza contribuirebbe alla venuta allo scoperto di tutte quelle donne, in particolare vittime di violenza domestica ed intrafamiliare, ma non solo, a denunciare, cosa che attualmente non fanno, proprio perché non si sentono sufficientemente tutelate, non sapendo poi dove essere accolte.



A questo punto mi domando:


Possibile che le istituzioni, dalle più alte a quelle locali, non ritengano di sostenere questa nostra iniziativa? Possibile che ci sia difficoltà persino a sostenere il Convegno di presentazione ufficiale, da me indetto per il 12 ottobre 2012, a parte il Presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta, che al momento è l’unico ad aver Concesso il Patrocinio e anche in tempi molto brevi? Del resto non servono tempi infiniti per decidere se un progetto piace o non piace. A lui vanno i miei sinceri ringraziamenti.
Possibile che il Presidente della Regione Piemonte Roberto Cota prima ci concede il patrocinio per il Convegno del 12 ottobre, poi decide di revocarlo, senza dare spiegazioni, nemmeno in seguito alla mia richiesta di chiarimenti?
Possibile che lo stesso Presidente Cota, in seguito alla mia richiesta scritta d’incontro, proprio per esporre il progetto e chiedere sostegno, senza richiesta di fondi pubblici, ma discutendo dell’ipotesi di una presentazione congiunta alle aziende private e alla U.E., non solo non mi riceve, ma non mi da nemmeno una motivazione?
Possibile che il Ministro Elsa Fornero non dia alcun riscontro alla mia richiesta di Patrocinio del Ministero e al mio invito per un eventuale Sua presenza, avendo Lei anche la delega alle Pari Opportunità, nonnostante la mia lettera del 16 luglio 2012?
Possibile che il Sindaco Piero Fassino non abbia ancora deciso se concedere o meno il Patrocinio della Città di Torino, al Convegno del 12 ottobre, nonostante la mia richiesta scritta riporti la data del 5 luglio 2012? È vero che per competenza la pratica la gestisce l’Assessore alle Pari Opportunità, ma il Patrocinio richiesto è quello della Città, di cui egli è il rappresentante istituzionale. Inoltre nella lettera c’era anche un invito a presenziare, ma anche lì, nessuna risposta.
Possibile che il Telefono Rosa prima dia la propria adesione a partecipare come ospite, con facoltà di parlare delle proprie iniziative (anche se non erano pienamente favorevoli al nostro progetto) non solo decida di non presenziare perché a loro dire ho usato impropriamente il loro logo, inserendo nella bozza della locandina del Convegno del 12 ottobre, sotto la dicitura “con la partecipazione di:”, cosa che ritengo corretta, dato che partecipavano e ritenevo una gentilezza inserire il loro logo, al fine divulgativo, ma decidano anche di scrivere a tutte le autorità e le associazioni invitate, come se avessi commesso chissà quale crimine, essendo probabilmente la causa di molte defezioni, compresa quella della Tampep onlus, con il quale si ipotizzavano percorsi in affiancamento, per assegnarci un po’ della loro esperienza? La Tampep onlus ha deciso di seguire la strada del Telefono Rosa, nonostante sembravano più favorevoli alla nostra iniziativa e nonostante una prima telefonata di chiarimento. Inoltre il Telefono Rosa non dovrebbe pensare prima alla tutela delle donne e quindi preferire un centro accoglienza alla propria immagine personale e non era più logico che mi scrivessero, come hanno fatto, riprendendomi per il mio comportamento “scorretto”, eventualmente chiedendo un incontro per ulteriori chiarimenti, senza però mandare informative in giro, che sanno più di vendetta, con il rischio (o chiaro intento) di sabotare il Convegno e il progetto correlato?
Possibile che i giornali non prestino attenzione a questo tipo di iniziative e alla violenza contro le donne in genere, a meno che non si tratti di casi eclatanti, che aumentano le vendite e ci sia una rivista di moda, quale Marie Claire, per trattare ad esempio del fenomeno dei Misogini in rete e del Cyber_stalking da essi praticato quotidianamente e costantemente?
Possibile che una piccola associazione non riesca a far trasmettere dalle TV uno spot di 30 secondi, con un tema di scottante attualità quale la violenza contro le donne, se non ha il bilancio pubblicato su giornali nazionali o se non è rappresentata da un personaggio famoso?



Chiedo pertanto ai media di non censurare questa mia lettera aperta, ma di aiutarci a divulgarla, pubblicandola, anche perché la stessa, oltre ad essere inviata ai vari destinatari, sarà diffusa il più possibile sul web.



Fiducioso nella di Vs. attenzione, resto in attesa di un cortese cenno di riscontro.



Cordiali saluti.

Davide Insinna.



Firmate la petizione su:

http://firmiamo.it/lettera-aperta



Se scrivete su un blog, su un giornale on line o cartaceo, su un sito di informazione o di utilità sociale, vi chiedo di pubblicare, fedelmente, questa lettera.

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