Da una scintilla scoppierà un incendio
Nasce a Palermo il Comitato di lotta donne precarie e disoccupate organizzate.
In una fase generale di crisi mondiale in cui l’attacco delle politiche economiche e sociali dei governi ricade pesantemente sui lavoratori, sugli operai, sui proletari, in particolare si accresce rapidamente la condizione di precarietà e di disoccupazione che investe tantissime donne.
Le realtà sotto attacco sono davvero molteplici se guardiamo alle precarie delle scuola a rischio licenziamento o già tagliate fuori dal mondo del lavoro a causa dei massici tagli operati dal governo Berlusconi con la riforma scolastica della scuola pubblica a favore della scuola privata, alle operaie delle fabbriche licenziate o messe in cassa integrazione come quelle della Fiat, della Italtel, della Lasme, della Omsa…,
alle lavoratrici precarie della cooperative sociali a rischio di licenziamento, donne che spesso sono costrette a firmare prima dell’assunzione la lettera di dimissioni in bianco, arma che anche in altri contesti i padroni utilizzano per licenziare senza problemi in caso di gravidanza, alle disoccupate in lotta per il lavoro a Taranto alle quali il governo di quella città fino ad oggi ha risposto con multe, cariche e denunce, alle precarie dei call center da Milano a Trapani, alle tante donne immigrate supersfruttate.
Tante realtà di donne che però in questi mesi hanno dimostrato di non volersi arrendere che in diverse forme sono scese a lottare contro gli attacchi alle loro condizioni di lavoro e di vita.
In Sicilia, in particolare, che dalle statistiche risulta la regione d'Italia con il più alto tasso di disoccupazione femminile, le donne devono affrontare una situazione ancora più difficile e tante ma proprio tante sono costrette o ad accettare, quando lo trovano, lavori ultraprecari senza alcun futuro di stabilità o a rimanere disoccupate a vita.
Come donne ex precarie delle poste e oggi senza lavoro, precarie delle cooperative sociali, commesse licenziate e mai più assunte, disoccupate in cerca di lavoro, anche noi non vogliamo arrenderci ad una situazione in cui ogni giorno padroni, governo, istituzioni, vogliono renderci sempre più precarie, sempre meno garantite, e ricacciarci a casa, in famiglia.
Perdere il lavoro infatti significa anche DIPENDENZA ECONOMICA che in molti casi è una tra le principali cause che costringono una donna a restare fisicamente e psicologicamente in situazioni di violenza sempre più frequenti all’interno della famiglia.
Siamo consapevoli che il percorso di lotta che ci aspetta non è facile ma vogliamo organizzarci per riprendere la parola e la lotta per UN DIRITTO SACROSANTO QUAL È IL LAVORO MA NON SOLO…perché è sotto gli occhi di tutti, per chi ha occhi per vedere, come le politiche degli attuali governi, nazionale e locale, vogliono ancora peggiorare una condizione che tocca tutti gli aspetti della nostra vita, vedi il taglio selvaggio dei servizi sociali, vedi l’attacco al nostro diritto di libera scelta in tema di maternità.
Alla luce di ciò abbiamo deciso di organizzarci nella nostra città e di lanciare il Comitato di lotta donne precarie e disoccupate organizzate.
Invitiamo tutte le donne che vivono nella nostra situazione ad aderirvi, a partecipare alle riunioni in cui stiamo decidendo il percorso di lotta e le iniziative di mobilitazione che sin dalla prossima settimana metteremo in campo, iniziando in particolare con volantinaggi e affissioni informative nei posti di lavoro e nei quartieri l’apertura di liste per il lavoro individuando specifici ambiti lavorativi lancio campagna per il Salario minimo garantito partecipazione in delegazione all’Assemblea Nazionale dei precari e disoccupati che si terrà a Napoli il 21 maggio prossimo organizzata dai disoccupati BanchiNuovi di Napoli e dai disoccupati organizzati Slai Cobas per il sindacato di classe di Taranto Comitato di lotta donne precarie e disoccupate organizzate - Palermo per contatti: lavoratriciprecariedisoccupate@gmail.com
cel. 340/8429376 Palermo, 15/05/2010