Da una scintilla scoppierà un incendio
I saluti di Joy
Diario
Dopo dieci mesi di battaglie Joy, finalmente, è uscita. È uscita ma non è libera: in tasca ha un permesso di protezione umanitaria da “vittima di tratta” che la costringerà a starsene per un bel po’ rinchiusa in una casa protetta, lontana da sguardi che potrebbero essere pericolosi.
Lei è felice di essere finalmente fuori dal circuito infernale Cie-Carcere-Cie e noi siamo felici con lei. La sua storia e la sua determinazione hanno aperto uno squarcio sulla realtà dei Centri e sulle lotte che li scuotono ogni giorno che fino all’altroieri era inimmaginabile: ora sta a noi tenerlo bene aperto.
Prima di “scomparire” Joy ha voluto affidare a noi e alle compagne di Noinonsiamocomplici la sua voce per un piccolo messaggio diretto a tutti quelli che, in tutto questo tempo, hanno lottato insieme a lei.
Ascolta la voce di Joy…
…e leggi Joy è libera?
macerie @ Giugno 15, 2010
Debby e Priscilla (e un appuntamento)
Diario
Proprio ieri Debby e Priscilla, – le due ragazze nigeriane che erano state trasferite a Torino il 12 febbraio scorso dopo aver scontato sei mesi di carcere insieme a Joy, Hellen e Florence per la rivolta di Corelli di agosto – hanno ricevuto visite sgradite: un sottopiffero dell’ambasciatore nigeriano in Italia, che le ha “riconosciute” ufficialmente ed ha annunciato loro che giovedì lascieranno corso Brunelleschi per essere deportate. Le due - cui mancano poco meno di sue mesi allo scadere del termine del trattenimento nel Centro - non hanno nessuna intenzione di farsi portare via.
A quanto pare in pentola bolle un bel volo di Frontex che raccatterà presunti nigeriani in giro per l’Europa: anche a Ponte Galeria ieri si è fatto vedere un funzionario d’ambasciata, anche lui a mettere il bollo sui documenti di viaggio. Questo vuol dire che giovedì Debby e Priscilla verranno portate a Roma su di un volo di linea e poi aspetteranno insieme a qualche decina di loro supposti “connazionali” provenienti dagli altri Cie italiani di prendere il charter superblindato in arrivo da qualche altra capitale europea.
Possiamo già segnalarvi, per chi sta a Roma, che giusto domani, 16 giugno, ci sarà un concentramento in sostegno alle lotte dei detenuti dalle 21,00 in piazza dell’Immacolata a San Lorenzo: questa è una prima occasione per protestare.
E poi possiamo ricordarvi che l’ambasciata nigeriana a Roma risponde allo 06683931. I giochi non sono ancora fatti, e vale la pena di farsi venire delle idee ed insistere.
Giovedì prossimo, 17 giugno, dalle 14 in poi, saremo di fronte all’ingresso del Cie di Torino in via Mazzarello 31, da dove usciranno Debby e Priscilla per andare all’aeroporto. Ti aspettiamo.
MARZIA BIBIONE
http://noinonsiamocomplici.noblogs.org/post/2010/06/15/joy-libera
“Joy è libera!”. Venerdì 11 giugno la notizia rimbalzava qua e là sul web prima ancora che Joy arrivasse in un primo luogo di sosta per riposarsi per poi successivamente spostarsi in una “casa protetta”, nonostante le preziose raccomandazioni date da Be Free all’epoca della liberazione di Florence. Addirittura il giornale Liberazione ne annunciava l’avvenuta “regolarizzazione”, mentre nel Cie di Modena Joy ancora aspettava che le dessero il permesso di soggiorno.
Joy, infatti, è uscita dal Cie di Modena, dopo aver aspettato per quattro interminabili ore rispetto all’orario che le era stato comunicato, con un permesso di “protezione umanitaria” – che è ben diverso dalla libertà per come la intendiamo noi.
Ovviamente ci fa immenso piacere che sia uscita dal circolo Cie-carcere-Cie. Ma la lotta contro i Cie non deve fermarsi qui e i facili entusiasmi non ci appartengono.
L’undici giugno abbiamo imparato quanto non sia facile garantire la sicurezza – quella vera! – di una donna immigrata, in particolare se vittima di tratta. E questo ci ha spinte ad una riflessione: se la vicenda di Joy non fosse diventata “pubblica”, dando vita a mobilitazioni di piazza in tante città italiane, molto probabilmente sarebbe già stata rimpatriata e data in pasto ai suoi sfruttatori; ma, d’altra parte, questo esser diventata una figura “pubblica” ha rappresentato per lei (e per chi era con lei quel giorno), nel momento più delicato, un pericolo reale. Dunque ci chiediamo se sia possibile agire con accortezza ed intelligenza, senza perdere spessore politico e rispettando fino in fondo la storia di una donna.
Noi crediamo di sì, e ringraziamo Joy di avercelo insegnato.
Le auguriamo di cuore che possa al più presto trovare la libertà, quella vera, al di là di percorsi protetti che, se pure “per il suo bene”, ancora per molti mesi sovradetermineranno la sua vita imponendole privazioni – ad esempio l’impossibilità di tenere con sé il cellulare o di uscire, almeno i primi tempi, per conto proprio.
Auguriamo di cuore a chi ha accettato la sua presa in carico – a fronte di associazioni che si sono vergognosamente arrampicate sui vetri per trovare pretesti e giustificare il rifiuto – di poter a sua volta imparare da Joy con la fiducia e la sensibilità necessarie.
Prima di partire per la città in cui trascorrerà i prossimi mesi, Joy ha voluto lasciarci un messaggio in più lingue per tutte e tutti coloro che, per quasi un anno, non l’hanno mai lasciata sola nelle mani degli aguzzini – anche a costo di denunce e manganellate.
Ringraziamo Macerie che si è data disponibile per raccogliere questo saluto.
[Data la delicatezza estrema della situazione, la scorsa settimana avevamo deciso che la notizia dell’uscita di Joy l’avremmo data non prima di oggi. Chiara, semplice, e con un invito a continuare la lotta femminista contro i Cie, senza bisogno di aggiungere altro. Ma le cose sono andate diversamente e allora ci è sembrato importante fare alcune considerazioni che speriamo possano essere utili a tutte quelle che intendono proseguire la lotta contro i Cie a fianco delle donne immigrate]http://noinonsiamocomplici.noblogs.org/post/2010/06/15/joy-libera
“Joy è libera!”. Venerdì 11 giugno la notizia rimbalzava qua e là sul web prima ancora che Joy arrivasse in un primo luogo di sosta per riposarsi per poi successivamente spostarsi in una “casa protetta”, nonostante le preziose raccomandazioni date da Be Free all’epoca della liberazione di Florence. Addirittura il giornale Liberazione ne annunciava l’avvenuta “regolarizzazione”, mentre nel Cie di Modena Joy ancora aspettava che le dessero il permesso di soggiorno.
Joy, infatti, è uscita dal Cie di Modena, dopo aver aspettato per quattro interminabili ore rispetto all’orario che le era stato comunicato, con un permesso di “protezione umanitaria” – che è ben diverso dalla libertà per come la intendiamo noi.
Ovviamente ci fa immenso piacere che sia uscita dal circolo Cie-carcere-Cie. Ma la lotta contro i Cie non deve fermarsi qui e i facili entusiasmi non ci appartengono.
L’undici giugno abbiamo imparato quanto non sia facile garantire la sicurezza – quella vera! – di una donna immigrata, in particolare se vittima di tratta. E questo ci ha spinte ad una riflessione: se la vicenda di Joy non fosse diventata “pubblica”, dando vita a mobilitazioni di piazza in tante città italiane, molto probabilmente sarebbe già stata rimpatriata e data in pasto ai suoi sfruttatori; ma, d’altra parte, questo esser diventata una figura “pubblica” ha rappresentato per lei (e per chi era con lei quel giorno), nel momento più delicato, un pericolo reale. Dunque ci chiediamo se sia possibile agire con accortezza ed intelligenza, senza perdere spessore politico e rispettando fino in fondo la storia di una donna.
Noi crediamo di sì, e ringraziamo Joy di avercelo insegnato.
Le auguriamo di cuore che possa al più presto trovare la libertà, quella vera, al di là di percorsi protetti che, se pure “per il suo bene”, ancora per molti mesi sovradetermineranno la sua vita imponendole privazioni – ad esempio l’impossibilità di tenere con sé il cellulare o di uscire, almeno i primi tempi, per conto proprio.
Auguriamo di cuore a chi ha accettato la sua presa in carico – a fronte di associazioni che si sono vergognosamente arrampicate sui vetri per trovare pretesti e giustificare il rifiuto – di poter a sua volta imparare da Joy con la fiducia e la sensibilità necessarie.
Prima di partire per la città in cui trascorrerà i prossimi mesi, Joy ha voluto lasciarci un messaggio in più lingue per tutte e tutti coloro che, per quasi un anno, non l’hanno mai lasciata sola nelle mani degli aguzzini – anche a costo di denunce e manganellate.
Ringraziamo Macerie che si è data disponibile per raccogliere questo saluto.
[Data la delicatezza estrema della situazione, la scorsa settimana avevamo deciso che la notizia dell’uscita di Joy l’avremmo data non prima di oggi. Chiara, semplice, e con un invito a continuare la lotta femminista contro i Cie, senza bisogno di aggiungere altro. Ma le cose sono andate diversamente e allora ci è sembrato importante fare alcune considerazioni che speriamo possano essere utili a tutte quelle che intendono proseguire la lotta contro i Cie a fianco delle donne immigrate]
ELISABETH BATHORY