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Da una scintilla scoppierà un incendio

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ASSEMBLEA AUTOCONVOCATA DI DONNE!

Care compagne,

alcune di voi già ci conoscono, altre no quindi andiamo a presentarci:

siamo “Le De'genere”, un'assemblea autoconvocata di donne, femminista, antisessista e antifascista di Terni.

In breve riassumiamo le vicende, così da non distogliere l'attenzione sulla proposta che andiamo a farvi.

Dal luglio 2010 seguiamo la scandalosa vicenda della RU486 nella nostra regione, creando per l'occasione l'Assemblea Femminista Umbra, con L'Albero d'Antonia di Orvieto, Civiltà Laica di Terni e Sommosse di Perugia.

Sono passati due anni dalla prima presa di posizione della Giunta Regionale, di sinistra, presieduta da Catiuscia Marini, apparentemente favorevole alla somministrazione in Day Hospital della pillola abortiva.

2179920874_97e81de7d1.jpgNella regione rosso-vaticano, in cui ci sono ben due santuari e relativi santi famosi in tutto il mondo, San Francesco e San Valentino, i ruoli di potere li ricoprono gli scagnozzi di “Natzinger” (un esempio, la presidente del centro Pari Opportunità di Terni, ostetrica ed OBIETRICE), e il risultato di due anni di lotte portano inevitabilmente ad un bivio: da un lato le belle parole e ben due delibere a cui mancano solo le poche righe che autorizzinole ASL a partire con la sperimentazione (ancora?!!!) del Day Hospital, dall'altro la beffa per non aver acquistato il farmaco, per cui su 4 Asl, solo in una è possibile “scegliere”, ma le donne sono vincolate ai tre giorni di ricovero.

Care compagne, viviamo in una piccola regione in cui da anni si sperimentano vari metodi di repressione, in cui dilaga la criminalità organizzata, l'uso/abuso di eroina detiene un triste primato per numero di morti, il giro di prostituzione internazionale richiama clienti da tutta Italia, creando un contesto socio-istituzionale che demonizza le lotte, le snatura e le contrattacca. L'Umbria è la regione in cui oltre il 70% dei ginecologi ed oltre l'80% delle ostetriche sono obiettori; il Movimento per la Vita organizza iniziative contro l'aborto con una cadenza di una volta al mese; si registra un caso ogni tre giorni di violenza domestica sulle donne da parte degli uomini .

Come tutte saprete, la richiesta di costituzionalità dell'articolo 4 della legge 194/78, quello che legittima l'aborto, viene da un giudice tutelare di Spoleto.

Secondo noi si tratta dell'ennesima sperimentazione vaticano-istituzionale del controllo sui nostri corpi e sulle nostre menti, a cui non si può lasciare spazi di espressione, pubblica o giuridica che sia, a cui non possono essere lasciati spazi di discussione né di criticabilità.

L'aborto è un diritto, va difeso come tale e non può essere l'opinione pubblica o un giudice tutelare a rimettere in discussione la legittimità di una scelta, che è solo della donna che si appresta ad effettuarlo, sia esso per cause di salute, economiche o di età.

Vi chiediamo dunque, di organizzare insieme a noi una grande manifestazione a Spoleto, in cui portare tutti i contenuti della lotta femminista e lesbica: aborto, sessualità privata, femminicidio, PAS, lavoro di cura e assistenza, temi a cui solo a noi donne spetta di decidere.

Al di là di come si esprimerà la Corte Costituzionale il prossimo 20 Giugno, riteniamo gravissimo il solo fatto di aver creato un così forte precedente sulla Costituzionalità o meno della Legge 194.

Non pretendiamo di organizzarci per quella data ma di dar vita al più presto ad un'iniziativa che risvegli le coscienze di questa regione, e non solo, e più in generale si contrapponga alla propaganda e alla retorica messe in atto da tutti i mezzi d'informazione nazionali, da partiti e associazioni cristiano-cattoliche, nei confronti delle nostre lotte.

Non proponiamo oggi una data, lasciando la possibilità a tutte di esprimersi e organizzarsi, costruendo collettivamente il percorso che porterà a tale manifestazione.


Un saluto a tutte.

Le De'genere - Terni

-- LE */DE'GENERE
/*http://de-genere.blogspot.com/

 

 

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Il 22 giugno saremo, come da anni in ogni processo contro gli stupratori di
Carmela, al Tribunale di Taranto.

Non ci possono fermare certo nè le pressioni degli avvocati dei tre
stupratori che vogliono lo spostamento del processo in altra sede per
incompatibilità ambientale, a causa - come hanno detto - delle
"manifestazioni di protesta del Movimento Femminista Proletario
Rivoluzionario davanti al Tribunale"; nè le non tanto velate minacce degli
stupratori e dei loro familiari a nostre compagne, con riferimenti a
"macchine e porte che possono bruciare".

Chi vuole il silenzio, vuole che non si faccia in realtà nessun processo e
vuole violentare e uccidere per l'ennesima volta Carmela.

Ma la protesta, la denuncia forte, l'iniziativa continua ad ogni udienza del
MFPR, l'instacabile battaglia del padre di Carmela che nelle scorse
settimane ha fatto anche un presidio sotto il Ministero della (in)Giustizia
a Roma, ottenendo un incontro e purtroppo solo promesse,
lo sta impedendo!

Ma ciò che è anche inaccettabile e vergognoso è che in questa
battaglia anche le donne istituzionali o di "movimento" che si riempiono la
bocca, che fanno convegni sulla violenza contro le donne, non ci sono!

In una situazione in cui troppe donne nella nostra provincia vengono
violentate, uccise, ultima, una donna di Laterza, noi dobbiamo fare del
processo di Carmela un simbolo di lotta contro la violenza maschile, la
doppia violenza da parte delle Istituzioni e di questo sistema sociale,
contro l'oltraggio di una magistratura complice.

QUESTO LO DOBBIAMO FARE PER CARMELA E PER TUTTE LE DONNE!

Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario
Taranto- mfpr@libero.it

 

 

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