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Da una scintilla scoppierà un incendio

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MANIFESTAZIONE ANTIRAZZISTA PER IL 17 OTTOBRE 2009

VIDEO FOTO E LINK SU
http://www.reset-italia.net/?p=16971

E’ giorno di Info Days, anche se domenica è sempre domenica e le campane
fanno din don dan…che rivoluzione alla Rai ! Ballarò rinviato ma c’è una
Porta che si apre sempre, per la Croce Rossa Italiana.

Inizio con un video Le chiavi della Croce Rossa Italiana e lo mette in
chiaro perchè chiunque lo possa leggere bene e vederlo, oltre che
ascoltarlo:
http://www.youtube.com/watch?v=2169g-J1bUU

Alla fine di questo testo che mette in croce chi già ci sta, letto e
trovato su Indymedia, preannuncio l’appello e l’appuntamento per il 17
ottobre a Roma, dove si svolgerà una Manifestazione Nazionale
Antirazzista, troverete in calce l’elenco, al momento, con le adesioni
delle Associazioni , Circoli e Movimenti. Sempre al momento, manca
quella della Croce Rossa Italiana ma anche della Misericordia, dei
consorzi di cooperative Connecting People e Self: “…Una realtà che
raggruppa 69 cooperative sociali in Italia e che ha fatto della gestione
dei Centri di identificazione e espulsione e dei Centri di prima
accoglienza uno dei suoi punti di forza. Sono infatti gestiti da
Connecting People i centri di prima accoglienza di Cagliari, di
Brindisi, di Trapani (Serraino Vulpitta e Saline), oltre che una serie
di progetti Sprar in Sicilia, a Catania, Acireale, Marsala e Mazara. Un
giro d’affari di decine di milioni di euro. Soltanto il centro di
Gradisca frutta tra i cinque e sei milioni di euro l’anno”.

Tutto il resto è solo da leggere, per conoscenza. Ahimè, ahinoi,
sopratutto loro, i reclusi nei centri di Accoglienza, Identificazione ed
Espulsione nelle patrie galere.Trattati sanitariamente come d’Obbligo
per un regime…democratico civile legalitario e pluralistico.
Politicamente corretto. Si ringraziano nonno Napolitano e nonno Prodi,
nonchè zia Turco per l’Ospitalità Temporanea che hanno concesso nei
Centri Italiani in passato, come la Grande Famiglia Europea.

Doriana Goracci

domenica 13.9.2009



Alcuni fatti di questi giorni ci lasciano supporre che ancora vi siano
equivoci diffusi sul ruolo esatto che giocano dentro alla “macchina
delle espulsioni” tutta quella serie di organizzazioni “umanitarie” o
“assistenziali” che hanno in mano la gestione dei 13 Centri di
Identificazione ed Espulsione che se ne stanno disseminati sullo
stivale. Parliamo della Croce Rossa, intanto, ma anche della
Misericordia, dei consorzi di cooperative Connecting People e Self, solo
per fare i primi nomi che ci vengono in mente. Tutte le volte che si
pone la questione sul tappeto c’è sempre qualcuno che si alza in piedi e
dice: «ma perché ve la prendete con loro?», «se non ci fossero loro a
curare i “trattenuti”, chi lo farebbe?». Soprattutto quando si parla di
Croce Rossa, poi, sembra quasi che il suo ruolo dentro ai Centri sia di
organizzare i turni in infermeria, controllare la data di scadenza dei
medicinali e vegliare sul rigoroso rispetto dei “diritti umani” dentro
alle gabbie. Non è così.

Gestire un Cie vuole dire averne in appalto la gestione complessiva.
Vuole dire ricevere dei soldi dal Ministero e con quelli organizzarne la
vita all’interno – fuorché la mera sorveglianza, affidata alle Forze
Armate e alla Polizia. La Croce Rossa dentro ai Centri che gestisce è
responsabile di tutto e quello che non fa direttamente con le proprie
mani lo appalta ad altri mantenendone sempre la responsabilità
principale. È la Croce Rossa a doversi lagnare con la Camst e la Sodexo
se dentro alla minestra dei reclusi compaiono scarafaggi o se gli
spinaci che vengono serviti sono scaduti, non la Prefettura. E pure
della qualità delle lenzuola e della pulizia è responsabile la Croce
Rossa. La Croce Rossa sceglie come spendere i soldi delle prefetture,
come organizzare i servizi, opera scelte in autonomia e altre di comune
accordo con i responsabili della Questura. Dentro ai Centri, insomma, la
Croce Rossa è talmente indaffarata che… non ha il tempo di curare
l’infermeria, che di fatto è ridotta a un distributore automatico di
psicofarmaci e calmanti. Per non parlare della fine che fa la famosa
“supervisione umanitaria”.
Ci spieghiamo con una immagine precisa: in due dei tre Centri gestiti
attualmente dalla Croce Rossa in Italia i crocerossini hanno in mano le
chiavi delle gabbie. Le aprono, le gabbie, quando serve, e quando serve
le chiudono. A Ponte Galeria a Roma e in via Corelli a Milano ciò che
ogni giorno e ad ogni ora separa un senza-documenti dalla libertà è un
crocerossino con delle chiavi in mano. E anche se in corso Brunelleschi
a Torino il mazzo di chiavi lo tengono materialmente in mano i
poliziotti, il ruolo dei crocerossini nei Cie è quello dei carcerieri.
Anche se non fosse vero che i crocerossini chiudono gli occhi di fronte
ai pestaggi o che vi partecipano; se non fosse vero che ridono quando i
reclusi disperati si mutilano e urlano di dolore; anche se non fossero
complici degli abusi sessuali contro le detenute e negligenti di fronte
ai malori anche gravi dei prigiornieri; anche se tutto questo non fosse
mai accaduto, anche se Hassan non fosse morto sotto i loro occhi
indifferenti, e neanche Salah o Mabruka – anche se tutto questo non
fosse mai accaduto, i crocerossini impiegati nei Centri rimangono
comunque dei carcerieri.

L’”imparzialità”, l’”equidistanza” della Croce Rossa tra lo Stato e i
reclusi è tutta sbilanciata verso la fedeltà alle leggi dello Stato che
rinchiude. Essere equidistanti e imparziali, a rigor di logica, vuole
dire valutare la possibilità di violare le leggi, di aprire le gabbie. È
evidente che non può essere così e che questa “equidistanza”, questa
“imparzialità”, non sono che vuoti artifici retorici. Qualunque
affiliato alla Croce Rossa che voglia dare sostanza concreta a questi
attributi deve partire dalla pretesa che l’istituzione per la quale
presta servizio esca dai Centri. E lo stesso vale per gli operatori
della Misericordia di Modena o Bologna, dei cooperanti della “Connecting
People” a Gorizia o di quelli del consorzio Self, della cooperativa
Albatros, di “Malgrado tutto”, di Sisifo, della Blucoop…
Non è un discorso nuovo il nostro. Ma è importante chiarirlo proprio
adesso, e soprattutto a beneficio di chi definisce le nuove leggi
sull’immigrazione “leggi razziali” e “campi di concentramento” i Cie.
Non ci debbono essere più equivoci, né scuse: se i Cie sono davvero
“sempre più simili a campi di concentramento”, volerli gestire è cosa
infame, e va detto forte. Di fronte a un “Campo” la non-collaborazione è
il minimo, e bisogna saperla pretendere, bisogna lottare per allargarla
e approfondirla. E se le nuove leggi sono davvero “leggi razziali” a
nulla servono petizioni e i cortei se poi il Governo applica queste
leggi con il lavoro delle nostre mani.
O si sceglie la non-collaborazione, e poi l’opposizione attiva, pratica e
determinata, o si finisce in un ginepraio fatto di dichiarazioni
roboanti e compromessi, di bei principi e pratiche collaborazioniste, di
discorsi forbiti ed equivoci interessati. Un ginepraio nel quale ogni
tensione etica svanisce e con lei anche il senso stesso delle parole e
del nostro essere uomini.
(Tutti gli audio del video che vi alleghiamo sono brani di telefonate
effettuate negli ultimi cinque mesi con reclusi dei Cie di via Corelli,
Ponte Galeria e corso Brunelleschi – tutti e tre gestiti dalla Croce
Rossa. Le telefonate sono state trasmesse in diretta da Radio Blackout
di Torino e da Radiocane di Milano, oppure archiviate nel sito della
trasmissione //Macerie su macerie//)

Roma 17 ottobre 2009

MANIFESTAZIONE NAZIONALE ANTIRAZZISTA

APPELLO

Il 7 ottobre del 1989 centinaia di migliaia di persone scendevano in
piazza a Roma per la prima grande manifestazione contro il razzismo. Il
24 agosto dello stesso anno a Villa Literno, in provincia di Caserta,
era stato ucciso un rifugiato sudafricano, Jerry Essan Masslo.

A 20 anni di distanza, il razzismo non è stato sconfitto, continua a
provocare vittime e viene alimentato dalle politiche del governo
Berlusconi. Il pacchetto sicurezza approvato dalla maggioranza di
Centro-Destra offende la dignità umana, introducendo il reato di
“immigrazione clandestina”.

La morte degli immigrati nel canale di Sicilia, che si sta trasformando
in un cimitero marino, è la tragica conseguenza della logica disumana
che ispira la politica governativa.

Questa drammatica situazione sta pericolosamente alimentando e
legittimando nella società la paura e la violenza nei confronti di ogni
diversità.

E’ il momento di reagire e costruire insieme una grande risposta di lotta
e solidarietà per difendere i diritti umani respingendo ogni tipo di
razzismo.

Pertanto facciamo appello a tutte le associazioni laiche e religiose,
alle organizzazioni sindacali, alla società civile e a tutti i movimenti
a scendere in piazza il 17 ottobre per fermare il dilagare del razzismo
sulla base di questa piattaforma׃

* No al razzismo
* Per la regolarizzazione generalizzata per tutti
* Ritiro del pacchetto sicurezza
* Accoglienza per tutti
* No ai respingimenti e agli accordi bilaterali che li prevedono
* Per la rottura netta del legame tra il permesso di soggiorno e il
contratto di lavoro
* Diritto di asilo per i rifugiati e profughi
* Per la chiusura definitiva dei Centri di Identificazione ed Espulsioni
(CIE)
* No alle divisioni tra italiani e stranieri
* Diritto al lavoro, alla salute, alla casa e all’istruzione per tutti
* Mantenimento del permesso di soggiorno per chi ha perso il lavoro
* Contro ogni forma di discriminazione nei confronti di LGBT
* Solidarietà a tutti i lavoratori in lotta per la difesa del lavoro

Unione Cittadini Immigrati Roma – Comitato Immigrati in Italia (Roma) –
Centro sociale Ex Canapificio Caserta – Movimento Migranti e Rifugiati
Caserta – Migrantes Y Familiares MFAM – Comitato Immigrati in Italia
(Napoli) – Collettivo Immigrati Auto-Organizzati Torino – Ass. Dhuumcatu
– Lega Albanesi Illiria – Ass. Filippini Roma - Ass. Sunugal Milano –
Ass Insieme per la Pace – Ass Mosaico Interculturale (Monza-Brianza) –
Federazione Senegalesi della Toscana – Ass. FOCSI (Roma) – Ass.
Bangladesh (Roma) - Ass. Pakistan (Roma) Ass. Indiani (Roma) – El Condor
(Roma) – Uai (Como) – Centro delle culture (Milano) – Ass. Punto di
partenza (Milano) – Movimento lotta per la casa (Firenze) – Ass. El
Mastaba (Firenze) – Ass. Arcobaleno (Riccione) – FAT (Firenze) – Ass.
Interculturale Todo Cambia (Milano) – Studio 3R di mediazione (Milano) –
Centro delle culture (Firenze) – Federazione Nazionale RdB-CUB – SdL
intercategoriale – Confederazione Cobas – Naga – Coordinamento Migranti
Verona – Sportello Immigrati RdB Pisa – Missionari Comboniani
Castelvoturno – PRC – Pdci – Ass.ne Razzismo Stop e ADL-Cobas – Sinistra
Critica – Rete Antirazzista Catanese – Coordinamento Stop razzismo –
Ass. antirazzista e interetnica `3 febbraio´ – Partito Umanista –
Partito di Alternativa comunista – Socialismo Rivoluzionario – Unicobas
– Socialismo Libertario – Centro delle Culture – Ass.Umanista Help To
Change – Comitato antirazzista Abba (Fi) – Comitato Antirazzista (Vi) –
Donne in Nero (Italia) – Clan Destino Doc – Medici e Operatori della
salute dalla parte dei migranti – Ass.LibLab – Libero laboratorio –
Associazione Culturale Musicale illimitate Villaricca (Napoli) – CIPAX
(Centro interconfessionale per la pace) – Sud Pontino Social Forum –
Cooperativa Immigrazionisti (Mi) – Gruppo Every One – Rifugiati di
piazza Oberdan Milano – Gruppo Watching the Sky, Ass. culturale molisana
” Il bene comune” – Associazione Utopia Rossa - Punto pace di Napoli
movimento Pax Christi – Ass. Donne e colori ( Roma) – Marenia (gruppo
musicale) – Bidonvillarik (gruppo musicale) – Associazione Peppino
Impastato – Casa Memoria (Cinisi) – Slai Cobas Nazionale – Action (Roma)
– Associazione “Kamilla” (Cassino) – Collettivo Teatri OFFesi di pescara
– Associazione Arrakkè – Centro per la tutela dei diritti umani
(Siracusa) – USI AIT Nazionale – Associazione Yakaar Italia-Senegal –
Corrispondenze Metropolitane (Roma) – RETELEGALE (Torino) – ASIA-RdB
(Bologna) – L’associazione Solidarietà Proletaria (Napoli) –
Coordinamento Diversi Uguali (Arezzo) – Periodico Bianco e Nero – PCL –
Rivista CARTA – Associazione “Romano pala tetehara” Rom per il futuro -
Associazione Nazionale USICONS – Associazione cittadini del mondo –
COLLETTIVO ” IQBAQL MASIH” DI LECCE – Associazione interculturale
Grammelot (Napoli) – Emergency – Casa Internazionale delle donne (Roma)
– Piattaforma Comunista – Associazione-centro interculturale delle donne
trama di terre (Imola) – Libreria la locomotiva (Savona) –
perUnaltracittà (Firenze) – G.A.S TAPALLARA di Catania – Circolo di
cultura glbt Maurice (Torino) – Comitato spontaneo per la pace di Faenza
– Centro di documentazione don Tonino Bello di Faenza – PdCI Fed Prov di
Torino – Ass. Culturale Artiglio – Mondo senza Guerre- Il centro Open
Mind GLBT di Catania – Centro delle Culture di Roma – Collettivo
MAREMMANO AUTORGANIZZATO (GROSSETO) – Organizzazione Comunista
Alternativa Proletaria – IL MONDO IN IV (Roma) – Collettivo Antagonista
Primaverile (Roma) – Associazione Postribù – Collettivo l’evasione
(Cosenza) – Cobas pt cub - Sinistra Unita e Plurale (Firenze) – JVP
Italia – Padri Sacramentini (Caserta) – Casa Rut (Caserta) - Pastorale
Giovanile (Caserta) – Radio Vostok - Associazione Agora – CARC – Gruppo
Antifascista Partigiano (Cremona) – DONNE PER L’INTEGRAZIONE di
Borgomanero (NO) – Rete28Aprile – Centro Open Mind GLBT (Catania) – ARCI
– Sinistra e Liberta – Piero Soldini (dipartimento immigrazione CGIL) –
Fiom – Comitato antirazzista e contro l’omofobia “ALZIAMO LA TESTA”
(Milano) – Cantieri Sociali – Cooperativa Sociale Dedalus (Napoli) –
Associazione Priscilla (Napoli) – Federazione dei Comunisti Anarchici –
Assolei sportello donna – Associazione voceDonna (Forli) – Csoa
Villaggio Globale (Roma) – Associazione SocialismoeSinistra – FGCI
(Roma) – Comitato Solidarietà Antirazzista (Martesana) – Sindacato
lavoratori in Lotta – ATTAC (Roma) – EMMAUS – BPM (Roma) – PLT –
Associazione Yaku (Italia) – Associazione Askavusa-Arci (Lampedusa) –
Giovani Comunisti (Roma) – Associazione l’Altro diritto ONLUS -Circolo
arci “Malaussene” (Palermo) – Laboratorio Zeta (Palermo) – Web magazine
“Kom-pa.net” (Palermo) – Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia Onlus
– Associazione Afroitaliani/e – Associazione ALBANESI IN ITALIA –
Associazione Le radici e le ali ONLUS (Milano) – Associazione Senza
confine – Laici Missionari Comboniani (Palermo) – Associazione Sacco e
Vanzetti – Associazione culturale multietnica “La Kasbah”(Cosenza) –
Associazione Babele Grottaglie (TA)

Per adesioni:

comitatoroma17ottobre@gmail.com
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