Coniglio a chi? - intimidazioni e pestaggi in corso Brunelleschi
Un recluso marocchino, trasferito qualche giorno fa da Lamezia Terme dove aveva già trascorso tre mesi, è stato picchiato selvaggiamente e senza motivo da tre Alpini sotto il compassionevole sguardo di un crocerossino, ieri sera verso le 23, mentre tornava dalla terapia. Il ragazzo, molto gracile e con una gamba già malmessa da una vecchia frattura, è stato sommariamente curato con una pomata e un po’ di garza, e rimandato in cella.
Oggi invece, un alto recluso è stato convocato dall’Ispettore. L’hanno fatto sedere a un tavolo con cinque Alpini e gli hanno fatto sentire la sua voce registrata mentre denunciava il violento pestaggio di ieri. Al termine dell’intervista, gli Alpini hanno cominciato ad applaudire e a schernirlo. Ecco il dialogo tra l’ispettore e il recluso: - Era la tua voce questa? - Sì, è la mia voce. - Bravo, sei proprio un coniglio. - Io continuerò a raccontare tutte le cose brutte che succedono qui dentro. E tu? - Cosa? - Sei tu che hai picchiato il mio amico ieri sera?
- No. - E allora il coniglio sei tu. (Di fronte al continuo peggiorare delle condizioni di reclusione all’interno di corso Brunelleschi, di fronte al protagonismo inedito e violento dei militari, di fronte alla cecità dei crocerossini, di fronte a questi orrori, non sappiamo quanto possa ancora servire telefonare. In ogni caso, vi ricordiamo i numeri per protestare, comodamente, da casa: 011.558.99.18 - 011.558.87.78 - 011.558.98.15)