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Da una scintilla scoppierà un incendio

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Chiare fresche e dolci acque: clandestini e nucleare...

Eccovi, signore e signori, la raw real (la cruda realtà), come carne viva, ma macinata!
La verità inguardabile, il rapporto di congiunzione diretta, inaspettata, tra l' immaginario e l' informe.
Questo reale è l' esito delle crisi dei meccanismi di produzione e riproduzione che rendono impossibile un' intersoggettività regolare tra i singoli individui.
Vediamo, nelle strade-bene delle nostre città, cittadine ben vestite ed ordinate, in tv vediamo giovinette e giovinetti che parlano di famiglia, di Dio, che s' innamorano, che "giocano" a fare i figlioletti modello, gli studenti modello, i bravi chierichetti e via dicendo...
Case pulite e quartieri "ameni".
Come nel film "The Truman Show"!
Qual' è la "fictio"?
Queste "immagini" o queste notizie inquietanti che sto per porvi?
SVEGLIAMOCI DALLA FICTION,
 ALTRIMENTI CI SVEGLIEREMO IN UN DESERTO!!!

                                   Maddalena



http://www.reset-italia.net/2009/08/08/chiare-fresche-e-dolci-acque-clandestine-e-nucleari/
video e link

Chiare fresche e dolci acque, clandestine e nucleari

La cronaca mi investe con la forza delle chiare  fresche e dolci acque
nucleari, le pressioni e le depressioni che ne derivano e  che a quanto
pare vedono Montalto  di Castro tra i 10 siti candidati per le prime
quattro centrali che dovranno segnare la prima fase del ritorno del
nucleare in Italia. “Il sito viterbese unirebbe la presenza dell’acqua
di mare insieme alla scarsa sismicità”. Ad inizio del 2009, il destino
era già chiaro, fuso e freddo,  su quali sarebbero stati i luoghi
opportuni: ” Montalto, Trino, Caorso, Latina ritorno al passato per le
centrali“.

E ancora riporto: “La mappa della nuova Italia nucleare allo studio della
Commissione Scajola è dunque ancora tutta da scrivere. Il ministro alle
attività produttive ha assicurato di avere in tasca un elenco “segreto”
di 34 comuni pronti a ospitare le centrali tra cui uno in Sicilia (pare
nel ragusano) e uno in Sardegna. Ma a parte queste misteriose new entry,
in pole position ci sono le stesse cinque aree – Trino Vercellese,
Caorso (Piacenza), Montalto di Castro (Viterbo), Garigliano (Caserta) e
Latina – dove vent’anni fa funzionava l’atomo made in Italy. E in questi
giorni starebbe prendendo quota proprio la candidatura di Montalto per
il ritorno tricolore al nucleare. Il vantaggio di questi siti? Hanno
conservato le licenze necessarie alla costruzione, hanno disponibilità
dell’acqua necessaria come pane a questi impianti e hanno un rapporto
già “rodato” con il territorio”.

L’aveva detto il ministro Scajola: “Classifi­cheremo i siti per sicurezza
e collocazione ideale, l’approc­cio sarà il confronto e la
con­divisione. Abbiamo la disponibilità di enti locali ad accogliere le
centrali. Sarà un affare per il Paese e uno ancora più grosso per i
territori”.

Sembra che tutto sia già stato detto, fatto e squagliato. Allora
scriverne… perchè  e di che? Ne faccio una metafora letteraria, dal
momento che in questo viterbese ci vivo, magnifico di acque per coste e
laghi, sorgenti e terme,  e papi e confraternite e sante ed eserciti e
acque…



La prendo alla larga, anzi dato il tema, prendo il largo con l’aiuto
dell’Eco della Maremma,  datato 16 novembre 2007, scritto da Fortunato
Ziaco e scusate se è lunga ma mi appare  emblematica la Comitiva pro
Energia: “La Confraternita di Misericordia di Montalto di Castro, su
suggerimento del proprio Correttore Spirituale Don Federico Boccacci, ed
approvato all’unanimità dal Consiglio della medesima, ha eletto a
proprio Patrono San Carlo Borromeo, arcivescovo della Diocesi di Milano,
infaticabile soccorritore durante la pestilenza che colpì la Diocesi
durante il suo mandato. Per tale motivo la Confraternita ha creduto
opportuno promuovere per l’11 novembre un giorno particolare durante il
quale si approvasse ufficialmente il patrocinio di questo Santo della
Carità… sono convenute oltre ovviamente il Vescovo anche le Autorità
civili con il Sindaco Salvatore Carai accompagnato da diversi Assessori
comunali, le consorelle Confraternite della provincia (Viterbo, Marta,
Bolsena, Vetralla e Pescia Romana), al gruppo Fratres di Pescia Romana,
all’A.V.I.S., alla Protezione Civile, alla Polisportiva..a giornata è
poi proseguita presso la Centrale Enel “Alessandro Volta” di Montalto,
dove tutti gli invitati, compreso il Vescovo e le autorità, sono stati
accolti con grande cordialità dal Direttore della Centrale Ing. Gaetano
Starace, che, brevemente, ha illustrato a tutti il funzionamento della
centrale medesima. Dopo l’aperitivo offerto presso il Centro
Informazioni della Centrale, è seguito un fraterno momento conviviale
presso la mensa della Centrale stessa a cui hanno partecipato molto
volentieri sia il vescovo, l’Ing. Starace con la sua Signora che le
autorità civili e militari. Al termine del pranzo il Vescovo,
accompagnato dal Direttore, ha visitato la Centrale, mostrandosi
particolarmente interessato ed ha portato il suo saluto al personale in
servizio presso la sala comando della Centrale stessa. E’ così trascorsa
una giornata che ha visto la realizzazione del desiderio di Don
Federico: l’essere uniti in una grande famiglia con il proprio Pastore e
la gentilezza, unita alla grande disponibilità, dell’Ing. Gaetano
Starace; ad ambedue le personalità va il ringraziamento sincero di tutti
i volontari con il semplice  motto delle Misericordie “Che Iddio ve ne
renda merito”.

L’autore dell’articolo, che sposa bene gli interessi trasversali della
Misericordia e della società civile e imprenditoriale, è nei fatti come
appena si evince, anche il Coordinatore della stessa.

Un po’ come un altro autore indefesso, Don Salvatore Del Ciuco, così
attento all’ambiente  e al rispetto della Polis, che su un giornale
locale, lesto nella pubblicazione, scrive:”Non sarebbe più semplice che
i nostri amministratori facessero ‘cambiar casa’ ai suonatori di bongo?
Perché farli suonare nel cuore della città? Perché non far loro
rispettare le norme che vietano di superare i decibel e di cessare il
fracasso all’una di notte?”

I media viterbesi, on line  in carta e dell’etere,in questo periodo
festivo non hanno orecchi per certe bazzecole new ventennali, tant’è che
l’Arcivescovo di Viterbo, Lorenzo Chiarinelli, si rivolge allo scriva
che ha edito il suo ennesimo faticoso contributo nell’attesa dell’Evento
settembrino – Papa e Papi a Viterbo per la Santa – così:”Don Salvatore,
rallegramenti e grazie! Chi ha il culto della memoria sa offrire gli
strumenti per capire senza banalizzazione il presente e consente di
aprire nuovi scenari al futuro. Ripensare ai 50 Papi, che, in tempi,
modalità, intenzioni diverse, hanno preceduto questa Visita, varrà
felicemente ad accogliere, comprendere e gioire per il dono di grazia e
di affetto che il Santo Padre Benedetto XVI, viene a portare alla Chiesa
di Viterbo, alla Città capoluogo, a Bagnoregio, a tutto il territorio.
Grazie e auguri!”

Accade poi che in certe acque fresche, ha trovato refrigerio per sempre
una clandestina appena battezzata tale. Si tratta di una ragazza
tunisina di 27 anni , Fatima Aitcardi: si è gettata nel fiume a Ponte
San Brembo, vicino a Bergamo. La pressione della LeggeSicurezza, aveva
depresso anche lei, mai riuscita a diventare regolare e così ha trovato
ospitalità in acque accoglienti,  come non lo sono mai stati i Cpt,
malgrado lo sforzo e i commenti di una Turco o di un Napoletano, oggi
dolorosamente indignati.

Nessunba follia in queste cronache, solo” insensatezze” , loro e altrui.



L’ immagine di una donna, adagiata sull’acqua come Ofelia, lei all’oscuro
di tutto, mi ritorna alla mente: “ Ofelia, quando seppe che suo padre
era morto per mano dell’uomo che amava, fu sconvolta al punto che la sua
mente vacillò. Il suo comportamento divenne svagato e assente, i suoi
gesti insensati. Cominciò a girare per le sale del palazzo reale,
donando fiori alle altre dame di corte, e dicendo loro che erano per il
funerale del suo amato padre. Prese a cantare canzoni d’amore e di morte
e a cantilenare frasi senza senso.Ungiorno, durante i suoi vagabondaggi,
giunse presso ad un torrente nel quale si specchiava un salice
imponente. Aveva raccolto nei campi margherite e ranuncoli e ne aveva
fatto delle ghirlande. Le vennel ‘idea di adornare i rami dell’albero e
cercò di arrampicarsi reggendosi sui rami  sottili.Ma uno di questi si
spezzò ed Ofelia cadde nel ruscello, tenendo ancora in grembo le
ghirlande. Le sue ampie vesti rigonfie la tennero un po’ a galla, mentre
lei, invece di chiedereaiuto, cantilenava vecchie canzoni, come se fosse
insensibile a ciò che le stava accadendo.Non ci volle molto perché le
sue vesti appesantite dall’acqua, la trascinassero sul fondo fangoso del
torrente, spegnendo per sempre il  suo canto melodioso”.

Penso dunque e con ragione precisa che avremo negli anni un futuro
nucleare ed energetico senza pari, al ritmo di queste pressioni. Peccato
che ne manchi una, quella che ha tenuto e forse ancora oggi  tiene senza
acqua migliaia di persone nel Napoletano , perchè si sa, le stagioni
fanno i capricci e dagli annegati in macchina per la pioggia , si passa
alla de-pressione. Esagerati! come ha detto Carlo Pontecorvo della
Ferrarelle, “l’acqua minerale è una commodity e il vero valore è nel
marchio”. E le centrali, quelle lambite dalle chiare fresche e dolci
acque, saranno pronte nel 2018. Avanti tutta, con la cooperazione, e
beviamo, beviamo tant’  acqua che così facciamo le bollicine e andiamo
su, come Ofelia che galleggiava, inerte.

” Che Iddio ve ne renda merito”, di tutto quello che pensate e fate.

Doriana Goracci

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