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Da una scintilla scoppierà un incendio

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Eccovi il Pacchetto Sicurezza: perchè parlarne male?

http://www.reset-italia.net/2009/07/02/eccovi-il-pacchetto-sicurezza-perche-parlarne-male/
video e link
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Eccovi il Pacchetto Sicurezza: perchè parlarne male?


L’Aula del Senato ha definitivamente approvato il ddl sulla sicurezza, da
oggi legge dello Stato: si dà il via alla tranquilla e ordinata Estate
Italiana, ordinatamente Mediterranea.
Sia chiaro, a prescindere dal voto, la mano a far passare questa legge,
l’hanno data tutte tutti, anche la cosiddetta opposizione di sinistra e
ci hanno lautamente mangiato sulle disgrazie altrui, Chiesa compresa, da
secoli: inutile presagire dolore, il dolore c’è e profondo,magari poco
cristiano.

Da tempo immemorabile, facciamo passare quello che farebbe schifo anche
alle bestie, senza ribellione alcuna come se succedesse tutto altrove,
da dove siamo.
Ho trascorso l’intera giornata con un amico di 25 anni, Nur, afghano. Lo
conosco grazie a mia figlia e a certe sue frequentazioni, dal 2004,
quando era arrivato in Italia, oggi è un rifugiato politico e chiederà
la cittadinanza tra un anno, a questo accogliente Paese.
Ha ripercorso oggi la sua storia, tra l’Afghanistan, l’Iran, la Turchia,
la Grecia e poi quì: lo voleva fare. E’ solo da quando aveva 10 anni, ha
attraversato montagne e deserti, mari e fiumi, carceri e torture, lavori
di tutti i tipi e oggi non ce l’ha. Ricorda solo la mano di suo padre,
morto ammazzato, ci appoggiò, su quel catafalco di fango, il viso: aveva
4 anni. Fu poi lo sterminio di tutta la famiglia, rivendicazioni
tribali,talebane, disumane…la madre non la ricorda, venne data in sposa
di nuovo, non poteva vivere sola ma rammenta il suo burka.
Potrei raccontarvi anche la storia di Fatma, una curda, vi basti sapere
che perse il suo primo figlio a quasi 9 mesi per la fatica di far
mangiare 12 persone, e lavare e stirare, su e giù per tre piani tenendo
stretti la sera in un pugno del pane e nell’altro delle olive, quante ne
entrano a mano serrata.
E ancora Marcelline, dalla Guinea che finalmente l’ha avuto il coraggio
di dirmi la paura della maledizione per chi non invia denaro al proprio
Paese, anche se c’è arrivata quì con un diploma e un permesso attestato
e infiocchettato dalle suore francesi del suo paese. Anche lei
disoccupata, l’albergo romano ha meno turisti quest’anno e a nulla sono
valse le  “visite” alla Regione Lazio, le promesse, le attese, i
chilometri a piedi dalle stazioni alle case dove sollevare dagli affanni
le nostre famiglie.
Campeggiava ieri  sullo schermo dell’Aula di Ortopedia alla Sapienza, il
1 luglio 2009, la scritta Tutto succede Altrove, forse un rigo di una
poesia, mi è rimasto impresso. E’ stato un pomeriggio di alluvione
romano con studenti professori e autori, pubblico quasi inesistente per
Mediterranea, Festival Intercontinentale della Letteratura e delle Arti
che presentava Cittadina Poesia, laboratorio di interpretazione del
testo, poesia civile in quello che oggi viene chiamato reading  e
Altrove, perchè gli ovini stiano al loro posto, mica siamo caprette
saltellanti.

E allora sappiamo tutto di tutti, attraverso la maledizione della
comunicazione in diretta, che ci trafigge il cuore e stimola i sensi
senza fare un passo. Quattro ore per tornare da Roma a Capranica,50
chilometri,  i treni si fermano se piove a Roma…già è tanto che non
prendano fuoco. Non prende più fuoco nenanche la nostra indignazione sul
disservizio totale di ciò che è primario, la casa, la scuola,la sanità,
il lavoro…Ci intrattengono i decoder.
Continua e continua il mio racconto se volete, da tante parti del mondo,
non c’è da volare, da fotografare, da riportare…si può trovare tutto
quello che manca all’informazione, dove siamo, senza spostarci neanche
di pochi metri. Stanno sopra e sotto le nostre abitazioni, fuori e
dentro a farci paura, a seminare terrorismo e disgrazie, rapine e
violenze. Ditemi  infine a che servirebbero queste “testimonianze”: a
non far ri-sollevare il morale, a portare storie  forti o lacrimevoli?
Beh allora vi dico, che non piangono loro, sono come noi, lo fanno a
tratti e anche se conoscono il “dolore” come tante e tanti nel mondo,
ridono anche e a volte sguaiatamente, fanno sesso, mangiano e dormono,
quando possono.  Avranno sempre meno ragioni per farlo domani, loro, ma
credetemi  anche noi, che non solo non ci riconosciamo nell’altro ma
neanche vogliamo più  conoscere noi stessi, tanto siamo altrove, fuori
dall’ essere umani, malgrado l’amore per l’etnico…

“Perchè parlarne male perchè parlarne?”
Doriana Goracci
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D
ti sono grata per lo spazio che dai a me e all'altro da me, indivisibile.<br /> Un abbraccio<br /> Doriana
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