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Da una scintilla scoppierà un incendio

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10 luglio all' AQUILA

RIGIRIAMO, IN ALLEGATO, IL DOSSIER "CONTRO IL G8, 10 LUGLIO A L'AQUILA" -
DI CUI SOTTO RIPRODUCIAMO LA PRIMA PARTE -
E FACCIAMO APPELLO A TUTTE LE COMPAGNE, COLLETTIVI
A ESSERE INSIEME A L'AQUILA IL 10 LUGLIO!

Per info:
mfpr@fastwebnet.it

Dal dossier:

"Gli sfollati vi aspettano al G8!", hanno gridato a Roma i 2000 abruzzesi
martedì 16.
La tenuta a L'Aquila del G8 è una ragione in più per opporre anche a questa
odiosa provocazione, prevaricazione, offesa
verso la gente, la manifestazione nazionale; i giovani, le donne, gli
uomini, i bambini abruzzesi sono molto arrabbiati
e ritengono giusto e necessario rendere visibile sempre più la loro protesta
contro il governo Berlusconi (come è successo
il 17 giugno all'arrivo a L'Aquila di Berlusconi che ha dovuto sorvolare la
zona con l'elicottero) e contro tutti i potenti che
vogliono rendere di fatto i terremotati una "vetrina del dolore" per dare
lustro al loro potere, un uso da avvoltoi del dolore e
delle sofferenze della gente per far passare l'immagine dell'imperialismo
che si occupa dei problemi dei popoli.
La gente terremotata sta comprendendo benissimo che si tratta di una
provocazione inaccettabile. Una provocazione, per i
soldi che si stanno spendendo, a fronte dell'elemosine che si stanziano per
la popolazione; una provocazione perchè le
strutture del G8 si stanno costruendo in pochissime settimane, mentre per le
case delle popolazioni passeranno anni; una
provocazione perchè il G8 viene usato per buttare fuori dalle proprie zone
settori delle popolazioni, per rinchiuderli nei
campi supercontrollati, per potenziare lo Stato di polizia che sta rendendo
già ogni aspetto della vita normale impossibile.
'Una ragione in più' - e un punto di forza nostra in più - perchè i potenti
vanno a casa degli aquilani, su un territorio
che loro non conoscono e stanno "violentando" al pari del terremoto, ma che
gli aquilani conoscono bene tanto da poter
far diventare i partecipanti al G8 degli "assediati".
Le proteste di questi giorni della popolazione terremotata, la capacità
creativa della gente di mettere effettivamente in
difficoltà il governo Berlusconi, deve mettere fine ad ogni considerazione
presentata come "razionale" per non fare la
manifestazione a L'Aquila, ma che di fatto è fatta sulla testa della gente
de L'Aquila (anche quando è espressa da
compagni della zona) e che copre solo l'opportunismo.
La lotta contro l'arroganza da moderno fascismo di un governo che risponde a
più di 300 morti causati soprattutto
dal profitto di questo sistema capitalista, che risponde al dolore e dramma
della gente terremotata con lo Stato di
Polizia e le elemosine offensive, che risponde alla legittima richiesta di
partecipazione, trasparenza, con la messa sotto i
piedi della democrazia, con la pratica autoritaria, come risponde con
protervia, un'ingiustizia arrogante, alle migliaia
di morti sul lavoro, ai lavoratori che perdono il lavoro, ai diritti della
gente; la lotta contro l'osceno, lascivo Berlusconi
che va a farsi le sue passeggiate elettorali a L'Aquila, che continua a
stare a capo del governo stracciando la stessa
Costituzione, ma anche la minima decenza e moralità; è una lotta delle
popolazioni terremotate, come è di tutti i lavoratori,
le donne, i giovani di ogni parte d'Italia.
La lotta contro il G8 - che quest'anno ha al centro le misure
per scaricare la crisi provocata dai padroni del mondo sui popoli e sui
lavoratori in ogni parte del mondo, per rendere
sempre più ricchi i potenti e sempre più poveri, affamati, senza futuro le
masse popolari nei paesi del terzo mondo
come nelle cittadelle imperialiste; è una lotta di tutti i lavoratori, le
donne, i giovani di tutto il nostro paese, come a
livello internazionale, come della popolazione terremotata.
Per questo oggi deve trovare a L'Aquila, e non in altra città, questa
risposta.
Nella manifestazione a Roma di martedì 16 la gente terremotata presente ha
applaudito la mozione letta dalla
compagna di "per una rete di soccorso popolare" che alla fine dice:
"Noi aquilani riteniamo che la voce della popolazione terremotata debba
essere ascoltata e sostenuta da tutti e in
occasione dell'appuntamento del G8, in cui tutti i riflettori del mondo
saranno puntati sulla nostra città, vogliamo essere
presenti in modo attivo. Pertanto salutiamo e accogliamo tutti coloro che
dalle altre città vorranno venire a manifestare, a
portarci un'autentica solidarietà e a rafforzare la nostra lotta per la
vita, non la nostra passività per la sopravvivenza!"
Questo, e lo slogan che ha accompagnato la manifestazione: "gli sfollati vi
aspettano al G8", sono la migliore risposta a
coloro, compresa 'L'assemblea aquilana e abruzzese contro il G8', che hanno
detto che non è sostenibile una
manifestazione nazionale a L'Aquila e che questa "probabilmente sarebbe
difficilmente comprensibile dalla nostra popolazione"
(dal comunicato dell'assemblea aquilana).
Nell'assemblea del 21 giugno a L'Aquila e dopo di essa, alcune realtà hanno
modificato la loro iniziale opposizione o
dubbi sul fare una unica manifestazione nazionale e/o sul farla a L'Aquila.
Questo è positivo.
Il movimento, insieme alla popolazione abruzzese, può e deve portare la sua
opposizione durante il G8, durante i giorni in
cui tutti i mass media del mondo saranno puntati su L'Aquila.
Per fare di tutto per far fallire il loro G8, per fargli fallire la "vetrina
del dolore", a cui vogliono relegare la popolazione terremotata.

21.6.09 - Proletari comunisti
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