Roma, 16 giugno eravamo circa 2000 sfollati in p.zza Venezia Dietro lo striscione di apertura, "forti e gentili sì, fessi no, ricostruzione - trasparenza - partecipazione", tanti altri striscioni e cartelli e speranze: "Berlusconi facci sognare, crepa", "via Bertolaso, la ricostruzione agli abruzzesi", "non atTENDEremo più", "Aquilani espropriati, 2 volte terremotati", "Berlusco' non te fa revedè all'Aquila", "verba volant sisma manet" ecc. Ci siamo diretti in corteo davanti a Montecitorio e hanno cercato di bloccarci e di deviarci, ma non ci sono riusciti (http://ilcentro.gelocal.it/multimedia/home/6472062) "senza casa, senza paura" abbiamo urlato e abbiamo forzato il blocco al grido di "vergogna, vergogna", "buffoni buffoni". Ci siamo diretti con forza davanti Montecitorio e all'ingresso nella piazza della coda del corteo abbiamo urlato "all'Aquila si vive in stato di guerra, governi assassini ridateci la terra!". Abbiamo montato una tendopoli davanti Montecitorio e abbiamo urlato "siete bravi solo alla TV, governo Berlusconi in tenda vacci tu!" "noi vogliamo solo i pompieri" ecc. Verso le 14,30 si è accavallata alla nostra un'altra manifestazione, quella delle guardie giurate di Roma, che al grido di "ladri, ladri" e fischi a non finire, ha coperto per un po'l'attenzione verso i terremotati (gli avevano detto che alle 14 la nostra manifestazione si sarebbe sciolta). Quando è arrivata la notizia che il decreto 39 stava passando tal quale, silenzio e disorientamento per qualche minuto, poi "ma quale civile, ma quale protezione, Bertolaso sei un servo del padrone!", "gli sfollati vi aspettano al G8" e una signora aggiunge "ci sarà un nuovo '48" e un'altra "un altro '68". Nel corso della manifestazione è stato letto, distribuito e sottoscritto l'appello-petizione* che chiama a costruire questa mobilitazione. L'appello letto al megafono è stato molto applaudito e condiviso. Inoltre è stato rilanciata al megafono l'assemblea nazionale a l'Aquila sul G8 (il 21 giugno ore 11 al parco unicef di via Strinella), per far sì che quanto meno tutti i partecipanti alla manifestazione di Roma possano intervenire. Dopo l'ennesima beffa del governo verso i terremotati, ci siamo diretti in un corteo improvvisato verso la residenza romana di Berlusconi, bloccando il traffico anche con sit-in e infine abbiamo chiuso il cerchio a piazza Venezia. Prossimo appuntamento, dopo l'assemblea nazionale sul g8 del 21, sarà una manifestazione degli sfollati all'Aquila il 27 giugno (in occasione della conversione in legge del decreto 39, che partirà con ogni probabilità dalla scuola della guardia di finanza che ospiterà il g8, ossia la sede del DICOMAC (direzione di comando e controllo). Alcuni video su questa giornata di lotta su http://tv.repubblica.it/dossier/terremoto-in-abruzzo/gli-aquilani-arrivano-a-roma/33971?video http://tv.repubblica.it/dossier/terremoto-in-abruzzo/gli-sfollati-vi-aspettano-al-g8/33988?video
Oggi, 17 giugno, il Berlusca è tornato con la sua faccia di bronzo all'Aquila. Doveva fare una passaggiata per verificare l'andamento dei lavori per la ricostruzione, ma ha preferito incontrare solo gli imprenditori interessati al decreto, evitando i manifestanti che avevano organizzato due sit-in vicino all'aeroporto di Preturo http://ilcentro.gelocal.it/multimedia/home/6499390e alla caserma di Coppito. All'arrivo del premier nello scalo aereo, le forze dell'ordine hanno allontanato giornalisti, cineoperatori e fotoreporter. Poi, anziché usare l'auto, il premier ha usato l'elicottero per raggiungere la scuola della Guardia di Finanza di Coppito, sede del prossimo G8. A Coppito l'arrivo di Berlusconi è stato anticipato dalla contestazione degli operai della Transcom e dagli sfollati che ieri hanno manifestato a Roma http://ilcentro.gelocal.it/multimedia/home/6499054
*l'appello per una mobilitazione degli aquilani durante il g8:
Noi Aquilani abbiamo varie ragioni per manifestare durante il G8!
Per i costi... Perché quest'evento ci costerà oltre 418 milioni di euro, che saranno sottratti alla ricostruzione in Abruzzo. Vogliamo fondi certi e non lotterie, sms, beneficenze, spettacoli o simili. Vogliamo che i costi del terremoto non siano scaricati ancora una volta sulla popolazione, ma siano sottratti a grandi eventi ed opere inutili (G8, TAV, ponte ecc.), alle spese militari, ai responsabili dei danni prodotti dal terremoto. Per i temi trattati... Parleranno di come superare la crisi, di ambiente, di prevenzione e gestione delle calamità naturali. Non pagheremo noi la vostra crisi! Il nostro ambiente, la nostra città non sono in vendita. Da questa tragedia abbiamo imparato che prevenire e gestire le calamità naturali si può, con un po' di umiltà e di onestà intellettuale, ma soprattutto con il controllo, da parte della cittadinanza, del proprio territorio e del suo utilizzo. Noi vogliamo superare la crisi attraverso una ricostruzione partecipata, nel rispetto del nostro ambiente e della nostra memoria. Vogliamo tornare a lavorare e a studiare nella nostra città. Vogliamo continuità sul territorio di posti di lavoro, scuole, università, sanità, servizi sociali. Non vogliamo che l'Aquila si spopoli lasciando spazio a nuove zone rosse, come quella del G8, e a nuove speculazioni da parte di imprese esterne. Non vogliamo essere espropriati della nostra città e del nostro lavoro, ma vogliamo che l'Aquila torni a vivere del e con il nostro lavoro. Per la democrazia... Per essere davvero partecipi al 100% delle scelte che riguardano il nostro presente e il nostro futuro. Non vogliamo essere ristretti nelle riserve, senza libertà di opinione, di parola, di movimento, quasi fossimo in campi di concentramento. Non vogliamo che la nostra città diventi un "laboratorio" in cui sperimentare un nuovo modello di società, passivo e privo di diritti. Vogliamo essere liberi di manifestare in ogni momento le nostre opinioni, vogliamo che i diritti garantiti dalla Costituzione siano rispettati. Non abbiamo intenzione, noi aquilani, di essere triturati dalla società dello spettacolo: alle menzogne mediatiche opporremo la nostra intelligenza, volontà e coraggio....e la nostra rabbia. Per queste ragioni... Noi aquilani riteniamo che la voce della popolazione terremotata debba essere ascoltata e sostenuta da tutti e in occasione dell'appuntamento del G8, in cui tutti i riflettori del mondo saranno puntati sulla nostra città, vogliamo essere presenti in modo attivo. Pertanto salutiamo e accogliamo tutti coloro che dalle altre città vorranno venire a manifestare, a portarci un'autentica solidarietà e a rafforzare la nostra lotta per la vita, non la nostra passività per la sopravvivenza!