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Da una scintilla scoppierà un incendio

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16 GIUGNO 2009: gli sfollati a piazza Venezia

Roma, 16 giugno
eravamo circa 2000 sfollati in p.zza Venezia
Dietro lo striscione di apertura, "forti e gentili sì, fessi no,
ricostruzione - trasparenza - partecipazione", tanti altri striscioni e
cartelli e speranze: "Berlusconi facci sognare, crepa", "via Bertolaso,
la ricostruzione agli abruzzesi", "non atTENDEremo più", "Aquilani
espropriati, 2 volte terremotati", "Berlusco' non te fa revedè
all'Aquila", "verba volant sisma manet" ecc. Ci siamo diretti in corteo
davanti a Montecitorio e hanno cercato di bloccarci e di deviarci, ma
non ci sono riusciti (
http://ilcentro.gelocal.it/multimedia/home/6472062)
"senza casa, senza paura" abbiamo urlato e abbiamo forzato il blocco al
grido di "vergogna, vergogna", "buffoni buffoni". Ci siamo diretti con
forza davanti Montecitorio e all'ingresso nella piazza della coda del
corteo abbiamo urlato "all'Aquila si vive in stato di guerra, governi
assassini ridateci la terra!". Abbiamo montato una tendopoli davanti
Montecitorio e abbiamo urlato "siete bravi solo alla TV, governo
Berlusconi in tenda vacci tu!" "noi vogliamo solo i pompieri" ecc. Verso
le 14,30 si è accavallata alla nostra un'altra manifestazione, quella
delle guardie giurate di Roma, che al grido di "ladri, ladri" e fischi a
non finire, ha coperto per un po'l'attenzione verso i terremotati (gli
avevano detto che alle 14 la nostra manifestazione si sarebbe sciolta).
Quando è arrivata la notizia che il decreto 39 stava passando tal quale,
  silenzio e disorientamento per qualche minuto, poi "ma quale civile,
ma quale protezione, Bertolaso sei un servo del padrone!", "gli sfollati
vi aspettano al G8" e una signora aggiunge "ci sarà un nuovo '48" e
un'altra "un altro '68". Nel corso della manifestazione è stato letto,
distribuito e sottoscritto l'appello-petizione* che chiama a costruire
questa mobilitazione. L'appello letto al megafono è stato molto
applaudito e condiviso. Inoltre è stato rilanciata al megafono
l'assemblea nazionale a l'Aquila sul G8 (il 21 giugno ore 11 al parco
unicef di via Strinella), per far sì che quanto meno tutti i
partecipanti alla manifestazione di Roma possano intervenire. Dopo
l'ennesima beffa del governo verso i terremotati, ci siamo diretti in un
corteo improvvisato verso la residenza romana di Berlusconi, bloccando
il traffico anche con sit-in e infine abbiamo chiuso il cerchio a piazza
Venezia. Prossimo appuntamento, dopo l'assemblea nazionale sul g8 del
21, sarà una manifestazione degli sfollati all'Aquila il 27 giugno (in
occasione della conversione in legge del decreto 39, che partirà con
ogni probabilità dalla scuola della guardia di finanza che ospiterà il
g8, ossia la sede del DICOMAC (direzione di comando e controllo).
Alcuni video su questa giornata di lotta su
http://tv.repubblica.it/dossier/terremoto-in-abruzzo/gli-aquilani-arrivano-a-roma/33971?video
http://tv.repubblica.it/dossier/terremoto-in-abruzzo/gli-sfollati-vi-aspettano-al-g8/33988?video

Oggi, 17 giugno, il Berlusca è tornato con la sua faccia di bronzo
all'Aquila. Doveva fare una passaggiata per verificare l'andamento dei
lavori per la ricostruzione, ma ha preferito incontrare solo gli
imprenditori interessati al decreto, evitando i manifestanti che avevano
organizzato due sit-in vicino all'aeroporto di Preturo
http://ilcentro.gelocal.it/multimedia/home/6499390 e alla caserma di
Coppito. All'arrivo del premier nello scalo aereo, le forze dell'ordine
hanno allontanato giornalisti, cineoperatori e fotoreporter. Poi,
anziché usare l'auto, il premier ha usato l'elicottero per raggiungere
la scuola della Guardia di Finanza di Coppito, sede del prossimo G8. A
Coppito l'arrivo di Berlusconi è stato anticipato dalla contestazione
degli operai della Transcom e dagli sfollati che ieri hanno manifestato
a Roma
http://ilcentro.gelocal.it/multimedia/home/6499054


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*l'appello per una mobilitazione degli aquilani durante il g8:

Noi Aquilani abbiamo varie ragioni per manifestare durante il G8!

Per i costi...
Perché quest'evento ci costerà oltre 418 milioni di euro, che saranno
sottratti alla ricostruzione in Abruzzo.
Vogliamo fondi certi e non lotterie, sms, beneficenze, spettacoli o
simili. Vogliamo che i costi del terremoto non siano scaricati ancora
una volta sulla popolazione, ma siano sottratti a grandi eventi ed opere
inutili (G8, TAV, ponte ecc.), alle spese militari, ai responsabili dei
danni prodotti dal terremoto.
Per i temi trattati...
Parleranno di come superare la crisi, di ambiente, di prevenzione e
gestione delle calamità naturali.
Non pagheremo noi la vostra crisi! Il nostro ambiente, la nostra città
non sono in vendita. Da questa tragedia abbiamo imparato che prevenire e
gestire le calamità naturali si può, con un po' di umiltà e di onestà
intellettuale, ma soprattutto con il controllo, da parte della
cittadinanza, del proprio territorio e del suo utilizzo. Noi vogliamo
superare la crisi attraverso una ricostruzione partecipata, nel rispetto
del nostro ambiente e della nostra memoria. Vogliamo tornare a lavorare
e a studiare nella nostra città. Vogliamo continuità sul territorio di
posti di lavoro, scuole, università, sanità, servizi sociali. Non
vogliamo che l'Aquila si spopoli lasciando spazio a nuove zone rosse,
come quella del G8, e a nuove speculazioni da parte di imprese esterne.
Non vogliamo essere espropriati della nostra città e del nostro lavoro,
ma vogliamo che l'Aquila torni a vivere del e con il nostro lavoro.
Per la democrazia...
Per essere davvero partecipi al 100% delle scelte che riguardano il
nostro presente e il nostro futuro.
Non vogliamo essere ristretti nelle riserve, senza libertà di opinione,
di parola, di movimento, quasi fossimo in campi di concentramento. Non
vogliamo che la nostra città diventi un "laboratorio" in cui
sperimentare un nuovo modello di società, passivo e privo di diritti.
Vogliamo essere liberi di manifestare in ogni momento le nostre
opinioni, vogliamo che i diritti garantiti dalla Costituzione siano
rispettati. Non abbiamo intenzione, noi aquilani, di essere triturati
dalla società dello spettacolo: alle menzogne mediatiche opporremo la
nostra intelligenza, volontà e coraggio....e la nostra rabbia.
Per queste ragioni...
Noi aquilani riteniamo che la voce della popolazione terremotata debba
essere ascoltata e sostenuta da tutti e in occasione dell'appuntamento
del G8, in cui tutti i riflettori del mondo saranno puntati sulla nostra
città, vogliamo essere presenti in modo attivo. Pertanto salutiamo e
accogliamo tutti coloro che dalle altre città vorranno venire a
manifestare, a portarci un'autentica solidarietà e a rafforzare la
nostra lotta per la vita, non la nostra passività per la sopravvivenza!





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