Da Leda, una che pulisce la scuola e...
Il testo che segue, è un commento che ho letto sul blog partecipativo di
Reset-Italia.net ad un articolo di Basilio Santacroce su scuola e
privatizzazione.
Leda, la donna che scrive, ricorda che per diventare "collaboratrice
scolastica", l'ex bidella per intenderci...:"bisogna essere in
possesso di un diploma di scuola superiore di almeno tre anni e avere la
fedina penale pulita. Noi non facciamo più solo le pulizie, ma ci
occupiamo anche di macchinari sofisticati, supportiamo la segreteria,
trasportiamo documentazione e denaro per conto della scuola. Ci
occupiamo dell’incolumità degli alunni, del loro primo soccorso
(facciamo corsi di pronto soccorso e sulla sicurezza con i vigili del
fuoco), della loro igiene. Abbiamo 32 giorni di ferie l’anno per 945
euro minimi al mese. Siamo in servizio durante le vacanze di Natale, di
Pasqua e di Carnevale, a luglio e ad agosto. Apriamo le scuole alle 7
del mattino e, in alcuni casi, le chiudiamo anche oltre la mezzanotte.
Ci viene chiesta affidabilità e professionalità. Nessuno lo sa, ma siamo
pubblici ufficiali. Quando sono passata di ruolo ho prestato giuramento
allo Stato Italiano".
E' un intervento lungo, esauriente, uno straordinario racconto di come
siamo diventati, di cosa è oggi la Scuola Italiana. E a porte chiuse per
gli studenti, penso possiamo ragionarci su quanto è scritto, con un po'
più di responsabilità e consapevolezza collettiva.
Doriana Goracci
Leggo per la prima volta, e con interesse, questo articolo. Sono
collaboratrice scolastica in un Circolo Didattico da nove anni e avrei
anch’io molte cose da dire. Sottolineo prima di tutto che non in tutte
le scuole vi è un’impresa di pulizie, nella provincia della mia città
non raggiungono la decina e sono esclusivamente in istituti superiori.
Io e i miei colleghi puliamo giornalmente le nostre scuole. Leggo che vi
è un “bidello” ogni 2,2 classi. Noi siamo in sei, le classi sono dieci,
quindi può essere vero, ma forse no. Nella scuola in cui lavoro ci sono
più di 250 bambini, vi sono quasi trenta insegnanti, il personale di
segreteria e quello di cucina (esterno). Vi sono dieci aule didattiche,
l’aula computer, quella di religione, di sostegno e di inglese. Ci sono
cinque aule laboratorio, tre uffici, due aule e un salone per le
riunioni e una palestra. La scuola è circondata da tre parchi e vi si
accede da tre grossi viali alberati che vengono spazzati giornalmente
da… noi. E poi ci sono le scale, interne ed esterne. In sei puliamo
tutto questo tutti i giorni. Ma a gruppi di tre al mattino e tre al
pomeriggio (ed ecco come 2,2 a classe diventa 3,3 a classe). E contando
i ventisei locali della scuola più gli otto corridoi e i 12 bagni si
diventa… un bidello ogni QUINDICI LOCALI da pulire giornalmente. Esclusi
i parchi. La scuola è a tempo pieno ed è aperta dalle sette del mattino
alle sette di sera. Noi puliamo dalle 16,30 alle 19,00 di sera e quel
che rimane (perchè rimane metà scuola, visto che in TRE in due ore e
mezza puliamo quel che possiamo), viene finito dai tre colleghi del
mattino dopo dalle 7,00 alle 8,25, orario d’ingresso dei bambini.
Ma se state sempre seduti tutto il dì, mi si dirà… Le scuole sono di
quattro tipi: materne, elementari medie e superiori. Quindi i
collaboratori scolastici hanno funzioni diverse a seconda di dove
lavorano. Nelle scuole materne le bidelle tagliano e preparano la frutta
per i piccolini, li puliscono e cambiano al bisogno, li imboccano quando
serve. Seguono, cambiano e puliscono i piccoli invalidi in assenza della
loro assistente. Preparano loro i lettini, gli mettono e levano le
scarpine, li coccolano quando hanno “nostalgia” della mamma. E fanno le
pulizie. Ferme non stanno di sicuro. E a turno vigilano sull’ingresso,
perchè nessuno scappi e nessun estraneo entri (ah, sì, lì stanno ferme,
ci si riferirà a quello?). Alle elementari le bidelle distribuiscono la
frutta nelle classi, sorvegliano i bagni e i corridoi, portano la posta
a mano presso i vari enti (così la scuola risparmia in francobolli?),
continuano le pulizie nei locali liberi per portarsi avanti sul lavoro e
fanno fotocopie. Una marea di fotocopie. Continuamente fotocopie.
Duemila e più al giorno per tutte le maestre e i bambini e, anche, in
supporto alla segreteria. Naturalmente si occupano anche dell’igiene dei
bambini normali e diversamente abili e del pronto soccorso. E a turno
sorvegliano l’ingresso. Sarà per questo che gira voce che stiamo sempre
sedute? Alle medie ci sono di nuovo le pulizie e le fotocopie ma lì
comincia ad essere soprattutto importante la sorveglianza. Ci sono i
primi veri atti di bullismo, i primi furti, i fumatori, i writers e gli
ormoni corrono. Non ci si porta più avanti con i lavori e ci si
allontana il meno possibile dai corridoi. Parliamoci chiaro, la scuola
non si fida più, i ragazzi vanno sorvegliati e, non essendoci guardie
giurate, ci deve pensare il bidello. Che sta lì seduto davanti alla
classe e si limita a pulire il corridoio, i bagni e le scale fra una
campanella e l’altra. Oppure legge il giornale, per non suicidarsi dopo
5 ore di noia, pensando che all’uscita dei ragazzi avrà sì e no un’ora
per pulire le aule e non può portarsi avanti in niente. Stanno seduti?
Sì. Ma se volete potete farli alzare e muovere, poi però se un ragazzino
ruba un giubbino, da fuoco ai cestini del bagno o prende a calcioni un
compagno non lamentatevi. I bidelli più “immobili” sono alle scuole
superiori, dove devono sorvegliare l’odierna società giovanile. Viene
loro ordinato dal preside di non muoversi dai loro reparti e vengono
ritenuti responsabili di ogni atto vandalico o aggressione avvenuta in
loro assenza! Senza di loro i corridoi della scuola vivrebbero
l’anarchia. Si potrebbero mandare a fare altro o tagliarli di numero, ma
poi in quel corridoio, in quel bagno, in quell’angolo di cortile, chi
sorveglierebbe gli studenti? E, naturalmente, anche loro fanno le
pulizie.
Ricapitolando, in una scuola ci sono sei bidelli, uno ogni 2,2 classi
(circa 50 bimbi + insegnanti). Lavorando a turni diventano uno ogni 3,3
classi (circa 75 bimbi + insegnanti). Lavorando su 46 locali diventano
uno ogni 15 locali da pulire. Tempo di pulizia della scuola a
disposizione 2,30 ore al giorno. Esclusi i cortili.
Ricordo che quando si dice che ad una scuola sono stati assegnati 20
collaboratori scolastici si intende che ad una Direzione sono stati
affidati tot collaboratori, che verranno spalmati e distribuiti su tutte
le scuole e succursali di sua competenza. Nel mio Circolo Didattico vi
sono 24 collaboratori DIVISI fra quattro scuole elementari e tre scuole
materne, di varia metratura, con più sedi e su più turni di servizio,
essendo tutto il Circolo Didattico a tempo pieno. La mia è la più grande
e ne ha sei, la più piccola ne ha solo due.
Voglio sottolineare che quando un bidello è fermo in corridoio o
nell’ingresso c’è SEMPRE dietro un ordine dall’alto. Il Dirigente vuole
la sicurezza scolastica e dire che il collaboratore non fa niente
equivale a dire che la guardia giurata fuori da una banca non serve a
niente!
Purtroppo bisogna segnalare i punti dolenti.
Il primo è l’assenteismo. Anni fa il mio lavoro era spesso assegnato dal
Comune a persone che definire “inadatte” è una carineria. Vedove
analfabete, disoccupati con problemi familiari e… ex tossicodipendenti
da reinserire nella società. Gente incapace di stare in società e con i
ragazzini, gente che ha sempre fatto, e fa, quello che vuole. A questi
bisogna aggiungere tutte quelle madri lavoratrici che, semplicemente, si
rifiutano di fare un qualsivoglia straordinario e che sono sempre in
malattia per via dei figli (salvo vederle in centro con gli stessi la
sera, all’ora dell’aperitivo). O i colleghi anziani, “che io fare di più
non posso” e si siedono mentre gli altri lavorano, ma sono da capire e
da coprire (peccato facessero così già a trent’anni). E la miriade di
“invalidi”, che non possono fare le pulizie, non possono piegarsi, non
possono trasportare oggetti pesanti, ma la sera vanno a ballare e, pur
avendo problemi di vista, guidano la macchina alle due del mattino. E
tutti coloro che usufruiscono della Legge 104 (tre giorni liberi al mese
per assistere un familiare invalido) per un parente invalido che vive a
600 chilometri da casa loro con moglie e altri figli in casa!
Sono gli intoccabili, anche perchè le leggi che riguardano la scuola sono
contorte e farragginose e rendono quasi impossibile colpire o licenziare
un dipendente. Abbiamo presidi che prendono più che bene ma che non
fanno, semplicemente, il loro lavoro come si deve. Perchè è troppo
complicato, non hanno tempo, non hanno voglia, semplicemente non gli
interessa, tanto mica sono colleghi loro e a loro nessuno li comanda e
fanno quello che vogliono. E per questi colleghi subiamo noi e viene
umiliata tutta una categoria!
Da ultimo voglio ricordare che adesso per diventare collaboratore
scolastico bisogna essere in possesso di un diploma di scuola superiore
di almeno tre anni e avere la fedina penale pulita. Noi non facciamo più
solo le pulizie, ma ci occupiamo anche di macchinari sofisticati,
supportiamo la segreteria, trasportiamo documentazione e denaro per
conto della scuola. Ci occupiamo dell’incolumità degli alunni, del loro
primo soccorso (facciamo corsi di pronto soccorso e sulla sicurezza con
i vigili del fuoco), della loro igiene. Abbiamo 32 giorni di ferie
l’anno per 945 euro minimi al mese. Siamo in servizio durante le vacanze
di Natale, di Pasqua e di Carnevale, a luglio e ad agosto. Apriamo le
scuole alle 7 del mattino e, in alcuni casi, le chiudiamo anche oltre la
mezzanotte. Ci viene chiesta affidabilità e professionalità. Nessuno lo
sa, ma siamo pubblici ufficiali. Quando sono passata di ruolo ho
prestato giuramento allo Stato Italiano.
Vogliono tagliarci di numero perchè siamo troppi? E chi pulirà le scuole,
chi sorveglierà e cambierà i bambini, a chi si affideranno gli
insegnanti al di fuori delle aule? Ad un’impresa di pulizia? Persone
dall’ignota fedina penale, che cambiano lavoro continuamente e di cui
nessuno sa nulla? Che se sparisce una cosa nessuno sa dove andare a
cercare? Anni fa la mia Direttrice Amministrativa mi disse che volendo
già da tempo avrebbe potuto richiedere un’impresa di pulizie. In questo
caso le sarebbero bastati 2/3 bidelli a scuola per le aperture e
chiusure e per le fotocopie. Ma non l’avrebbe mai fatto. Perchè non
avrebbe saputo “chi si metteva in casa”, gli insegnanti e la segreteria
non avrebbero avuto appoggi onesti e affidabili, i bambini non avrebbero
avuto chi li seguisse e proteggesse, avrebbero dovuto rinunciare alla
sorveglianza dei vari piani e corridoi della scuola. Ed era pensiero
comune di buona parte della città.
Ma il mio è il caso di una città della Lombardia, non è il Lazio con le
sue maxi imprese di pulizia e non è una buona parte delle città del Sud,
dove al fianco dei miei colleghi ci sono i lavoratori socialmente utili,
gente che in qualche modo bisogna piazzare e che alleggerisce di molto
il lavoro di tutti.
Se bisogna aggiustare le cose le si aggiusti dove si deve, non
ciecamente, fregandosene delle varie esigenze e realtà regionali,
cittadine, scolastiche.
Si smetta di assumere personale senza tener conto delle opinioni del loro
datore di lavoro, si smetta di assumere invalidi in ugual misura dei
colleghi “sani” (vi immaginate una fabbrica con 200 dipendenti di cui
100 sono INVALIDI e non fanno NIENTE?). Si valutino anche l’orario
scolastico, l’ampiezza delle scuole e il numero dei loro locali (con la
legge attuale se dovessero assumere qualcuno per pulire Versailles
direbbero: “Ci vivono solo i custodi che son quattro, quindi basta solo
una donna”! La voglio vedere questa poveretta che si pulisce una reggia
da sola perchè ci sono pochi abitanti e quindi basta e avanza…).
Scusate la lunghezza di questo mio sfogo, ma certe cose è bene
sottolinearle. Noi non siamo giocattoli che stanno in vetrina. Noi
lavoriamo, ci diamo da fare e combattiamo tutti i giorni contro i mulini
a vento delle leggi che ci tagliano, degli alunni che ci ignorano, dei
Presidi che se ne fregano, dei colleghi membri di categorie protette che
ci guardano dall’alto in basso e di una popolazione che ci disprezza, il
cui odio è istillato dal Ministro della Pubblica Istruzione, che invece
di proteggerci ci paga pochi euro al mese e ci ritiene indegni della sua
Attenzione (con il nostro stipendio, secondo lo Stato Italiano, viviamo
con un reddito al di sotto della linea di POVERTA’).
Più vessati di così non si può!
Ah, già, almeno di noi si parla… I nostri colleghi ATA impiegati e
tecnici nessuno li nomina mai…
Che capitolo doloroso è la scuola italiana… dove anche il Ministro della
Pubblica Istruzione non ha alcuna idea del mestiere che fanno i suoi
dipendenti…
Arrivederci e grazie. Grazie mille.