Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

Da una scintilla scoppierà un incendio

Pubblicità

Referendum. Quell’imbarazzante somiglianza con la Legge Acerbo

Vi propongo questa interessante riflessione apparsa sul Corriere della Sera del 25 maggio 2009.
 

Referendum. Quell’imbarazzante somiglianza con la Legge Acerbo

 


Giovanni Belardelli                                                                                                                                                                
 
Corriere della Sera 25.5.09

 

Fino a oggi nessuno o quasi ha accostato la legge elettorale che uscirebbe da una vittoria dei sì al re­ferendum alla legge Acerbo approvata dal fascismo nel 1923, che ebbe la prima e ultima applicazione l’anno seguente. Eppure le somiglianze tra le due leggi sembrano piuttosto evidenti. La legge fa­scista assegnava i due terzi dei seggi alla Camera (il Senato era all’epoca di nomi­na regia) al partito che avesse ottenuto almeno il 25 per cento dei voti. Analogamente, una vit­toria del referendum Se­gni- Guzzetta farebbe attri­buire la maggioranza asso­luta dei seggi non più (co­me ora) alla singola lista bensì al singolo partito che ha avuto più voti. E questo senza la necessità di supera­re alcun quorum, com’era invece il caso della legge Acerbo che almeno imponeva di rag­giungere un quarto dei suffragi perché il premio previsto potesse scattare.

Avvicinandosi ormai la data della con­sultazione referendaria, nelle file del­l’opposizione sono aumentati i dubbi sull’opportunità di votare sì. Eppure, l’obiezione di quanti, dopo aver sostenu­to il referendum, sono passati ad avver­sarlo sembra basarsi soprattutto su con­siderazioni pratiche, utilitaristiche: oggi come oggi la nuova legge elettorale pro­dotta da una vittoria del fronte referen­dario non solo darebbe la maggioranza assoluta al PdL ma (grazie alla sua alle­anza con la Lega in Parlamento) forni­rebbe all’attuale presidente del Consi­glio i numeri per riformare la Costituzio ­ne senza dover poi sottostare all’alea di un eventuale referendum popolare (che già una volta bocciò una riforma costitu­zionale del centrode­stra).

Nessuno sembra inve­ce intenzionato ad utiliz­zare l’argomento polemi­co della effettiva somi­glianza tra la eventuale nuova legge elettorale e quella preparata a suo tempo dal fascista Acer­bo. E se ne può intuire la ragione. Fino ad oggi è capitato più volte che esponenti dell’op­posizione accostassero il governo attua­le al Ventennio, Berlusconi a Mussolini. Ma sarebbe un po’ imbarazzante dichia­rare che una vittoria dei sì darebbe forse a quel paragone un fondamento obietti­vo, del quale però Berlusconi stesso — referendario dell’ultima ora — non po­trebbe in alcun modo essere incolpato.

Pubblicità
Torna alla home
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post