Da una scintilla scoppierà un incendio
GNoi siamo con te Rosa!
Non permettere a questo vigliacco e a tutti i vigliacchi
al suo pari di UMILIARTI anche perchè tu non hai nulla di cui vergognarti! Esci
a testa alta e LOTTA per te stessa e per tutte quelle ragazze/donne che non
hanno la tua stessa forza e il tuo stesso coraggio!
NOI DONNE siamo TUTTE con
TE!
Giovani precarie da Palermo
Carissime donne e compagne
Mi spiace ma oggi (ormai ieri) proprio non riesco a fare il classico report,
oggettivo, distaccato,
impersonale, perché oggi ho conosciuto donne forti e fantastiche, che mi
hanno emozionato fino a
lasciarmi quasi senza parole. Ho conosciuto Elisabetta, la mamma di “Rosa” e
ho conosciuto “Rosa”.
“Ci sono molte donne che non possono parlare, chi può parlare lo faccia,
gridi forte anche per chi
non può”. Questo mi ha detto Elisabetta, con gli occhi lucidi e la bocca
piena di sorriso e di
“grazie”, quando le ho consegnato il messaggio mandato ieri in rete.
Loro non hanno alzato muri alla solidarietà, ma di certo questa è stata un
po’ timida da queste parti…
Si poteva fare di più ma “va bene lo stesso, grazie a tutte per esserci
vicine”
Ci siamo scambiate i numeri di telefono e le e-mails
“Rosa” aveva chiesto di non vedere più il suo carnefice e invece lo hanno
fatto presenziare alla sua
deposizione, per logorarla ulteriormente, per farla cadere nella trappola
della vergogna. Ma lei è
stata forte e combattiva: ha alzato la voce quando le si tendevano
trabocchetti rivolti a spacciarla
per “consenziente” e quando il giudice le ha chiesto di guardare in faccia
Francesco Tuccia, lei lo
ha guardato dritto negli occhi e lui ha abbassato lo sguardo.
Lei non ricorda niente di quella notte, perché si sarebbe dovuta vergognare
a guardarlo in faccia?
Lui invece si ricordava eccome e allo sguardo di lei ha abbassato la testa
il vigliacco.
L’udienza è terminata verso le 14,00
“Rosa” è uscita dall’aula e ci ha stretto la mano
Non dimenticherò mai più i suoi occhi, quelli di tante donne e compagne che
hanno coraggio da
vendere e che purtroppo a volte lo vendono per poco.
Ma la sua vita non è poco:
l’hanno quasi uccisa, l’hanno scacciata via da questa città, l’hanno
umiliata in tanti modi
Ma lei è tornata a testa alta per sé stessa e per tutte.
Cerchiamo di essere tante alla prossima e ultima udienza che sarà il 31
Gennaio
Un ultimo incontro quasi ravvicinato di questa giornata è stato quello con
Tuccia, sgattaiolato
sotto scorta dall’uscita posteriore dell’aula. Si è beccato per ora insulti
e slogans anche quando
era dentro la volante che quasi investiva Elisabetta
Stupratore, non lo dimenticare, la furia delle donne dovrai scontare!
Cerchiamo di essere in tante il 31 gennaio, nonostante i tempi stretti e
forse la neve
Cerchiamo di essere in tante, di ricoprire “Rosa” di solidarietà e di
qualcos’altro i bastardi
stupratori
Luigia, per l’mfpr
selezione rassegna stampa:
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stupratore.html
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