Segui questo blog
Administration Create my blog
/ / /

La “Questione Femminile” in tempi di RISTRUTTURAZIONE-

LIBERISTA

 

La ristrutturazione degli organismi “capitalisti-liberisti” essendo internazionale, non può che essere caratterizzata da “relazioni-globali”. Secondo il marxismo-classico (non quello stalinista!) le classi sociali si caratterizzano rispetto al posto che occupano nei vari apparati produttivi, nella distribuzione e nella circolazione del capitale…

Di conseguenza, i processi di stratificazione sociale, che sono “globali” e “globalistici” (alla faccia dei neo-nazionalisti!), vengono provocati dalla ristrutturazione del capitale stesso, quindi dovranno essere analizzati partendo dalla ristrutturazione che si configura assegnata da una forte impronta internazionalista. Non è un caso che non abbia “senso-scientifico” (secondo le scienze-sociali) parlare di un “mercato italiano della forza lavoro”, termine che andava di moda nel periodo fascista ed oggi (che viviamo rigurgiti neo-fascisti) senza considerare che esso era il risultato stesso  di una ristrutturazione dell’ apparato industriale mondiale… Infatti, che cosa fu in fascismo (e gli attuali movimenti neo-fascisti) se non un tentativo, da parte dei grandi industriali europei, di CONSERVAZIONE e AUTOCONSERVAZIONE, di RESISTENZA (elitaria!) contro gli “attacchi” dei flussi di capitale “internazionale” (proteggersi dall’ eccessiva concorrenza) e le “pretese” (diritti e tutele) da parte delle classi sociali inferiori? In sintesi: un tentativo di restaurazione!

Ebbene: la seconda “restaurazione” neo-capitalistica cominciò negli anni ottanta,  un periodo storico che segnalava appunto una generica natura internazionale dei processi economici e sociali e, quindi, una nuova dislocazione internazionale delle classi e delle frazioni di classe.

Il processo complessivo del capitale mondiale si ricompone orizzontalmente e verticalmente nei suoi meccanismi di produzione e di circolazione delle merci. In altri termini, significa che il capitale si ripartisce in proporzioni diverse, nelle differenti aree economiche, come capitale agrario, finanziario, industriale, commerciale, etc.

Conseguentemente a queste considerazioni, potremmo concludere che oggi la donna essendo anche lavoratrice ma quasi sempre destinata ad occupare il posto di “capitale-variabile-di-riserva” (cioè operaia ricattabile e mal tutelata, con cui ricattare gli operai più “garantiti” e protetti, in maggioranza maschi e bianchi) ed, essendo, anche capitale-riproduttivo (generatrice e curatrice di corpi): subisce in prima linea il processo di restaurazione.

Ed in cosa consiste, per la DONNA? Ebbene: lo stesso corpo della donna è un piccolo-capitale (cioè una merce che può produrre altre merci).

In sintesi: il corpo della donna lavora (ma abbiamo già detto in quali condizioni) ma è anche un “oggetto” di CURA (strumento di benessere, sensualità e sessualità) e, quindi, funge da “attrazione” per il capitalismo, un corpo più “vendibile” e “reificabile” rispetto al corpo maschile (anch’ esso merce).

Potremmo quasi afferma che la donna, è stata ed è la forza-lavoro non-qualificata (NON  nel senso di meno preparata, ma nel senso di SECONDARIA: ininfluente, più ricattabile…) che ha “segnato” il processo di disintegrazione contadina e di proletarizzazione.

Per sintetizzare e semplificare: le prime donne lavoratrici occupavano, nei primi decenni di industrializzazione, il RUOLO CHE OCCUPA OGGI IL NOSTRO OPERAIO IMMIGRATO.

In due parole: LA DONNA E’ LA STRANIERA ETERNA NELLA SUA PATRIA…

Questo ruolo, in realtà, è ancora femminile: ci accumuna molto al destino dei lavoratori immigrati, il fatto che più spesso, è sempre la donna ad essere “sotto-impiegata” cioè ad occupare posti di gran lunga inferiori rispetto alle qualifiche ed agli studi conseguiti (statisticamente le donne studiano molto più degli uomini e rendono molto meglio in ogni genere di apprendimento e materia di studio: mentalmente più perspicaci e flessibili) ed ad essere retribuita, a parità di lavoro, meno rispetto agli uomini.

Qual’ è la differenza tra una donna bianca ed occidentale (che non ha trovato un buon marito o, magari, non ha un padre senatore o uno zio vescovo) ed un immigrato plurilaureato, che conosce 3 lingue, impiegato come netturbino o scaricatore di merci?

Stando alle ultime elaborazioni dell’ ONU, in una ipotesi fotografica al 2010 la popolazione mondiale è di 6 miliardi e 900 milioini, le nascite sono 138 milioni, le morti 59 milioni. Nonostante la popolazione sia divisa  a metà tra urbana e rurale, il saldo naturale di 79 milioni è diversamente distribuito, poiché almeno trenta-quaranta milioni di uomini, probabilmente anche cinquanta, si spostano dalle campagne alle città. Nelle nuove aree dello sviluppo capitalistico, ai due estremi di questa colossale trasformazione sociale, dieci milioni di esistenze sono stroncate prima del quinto anno di età; almeno tre milioni di giovani migrano dai bacini africani, asiatici e latino-americani della disgregazione contadina verso le vecchie metropoli dell’ imperialismo, principalmente in Europa ed America. Per più di nove decimi ciò va ad accrescere la forza-lavoro delle aree emergenti dove maturano nuove potenze dell’ imperialismo, come Cina, India e Brasile. Per meno di un decimo il flusso si trasferisce nelle vecchie potenze, a rincalzo di leve demografiche e stagnazione. Ἑ la misurazione di uno sviluppo disuguale dove la vera corrente di fondo della ristrutturazione sociale è stata la disintegrazione contadina e la proletarizzazione di centinaia di uomini e donne. Sono variate le rispondenze mondiali tra le classi, si sono alterati i rapporti di forza e influenza.

Conseguentemente a ciò, il flusso migratorio ha come obbiettivo (fine materiale) di creare quel “capitale-variabile-di-riserva” facilmente sfruttabile e ricattabile che serve all’industria, per ampliare ed espandere i capitali, ma anche per “ristrutturare” la composizione familiare “di cura” dei corpi…

Per essere più chiara, quasi la metà dei migranti che approdano sulle nostre coste, sono future colf, badanti, infermiere, cameriere e prostitute che svolgeranno la mansione di RICREARE, nel nucleo familiare, quella SUDDIVISIONE DEI RUOLI (tipica della famiglia patriarcale) che le donne occidentali non vogliono più ricreare.

In due parole: l’ apparato capitalistico si ristruttura, quindi, durante un  processo di restaurazione l’ obiettivo non è innovare bensì ricreare situazioni simili alle antecedenti.

Oggi non abbiamo più la casalinga convenzionale (è in via di estinzione) ma l’ esperta di economia-domestica (la professionista dell’ economia domestica).

Le donne italiane (o europee) hanno acquisito più libertà e rispetto per se stesse (poiché studiano, lavorano e godono di una relativa libertà)?

No problem: il maschio europeo (o nord-americano) provvede ad importare centinaia di disperate-poverissime disposte a prostituirsi per poco o ad assumere il ruolo di schiava-domestica senza troppe esigenze o pretese.

L’ equilibrio-familiare così è salvato: così il ruolo del maschio sfruttatore ed usurpatore (più che altro: vampiro) del corpo femminile.

Evidentemente, anche nel capitalismo-patriarcale, l’ ordine si conserva mantenendo una rigida suddivisione del “ruolo servo-padrone”  consacrata dalle istituzioni religiose come unica ed inviolabile (tesi, tra l’ altro,  smentite sia dall’ antropologia che dalla sociologia) e trattata dalle istituzioni statali come inevitabile o più auspicabile.

La famiglia è considerata “sacra” ma, pare, secondo le tesi di alcune istituzioni religiose, che non possa esistere altra/diversa struttura familiare e che sia giusto/normale che la donna “seppellisca” se stessa (rinunci alle proprie passioni ed aspirazioni personali. Sacrificio che, badate bene, non si chiede mai agli uomini!) per dedicarsi integralmente alla “sacra-famiglia”.

In due parole:  stando a quanto afferma  questa gente (o queste “autorità”!) il rapporto “sado-masochistico”  debba essere il rapporto d’ amore più desiderabile e completo.

Nel rapporto sado-masochistico: c’è un passivo ed un attivo, un servo ed un padrone, è il rapporto più “polarizzato” ed “identitario” che esista!

Ne conoscete un’ altro così “etero-sessista” e “perfetto”? 

Convertiamoci tutti all’ amore “sado-masochistico” ed andiamo ai “family-day”!!!

Maddalena Celano

Condividi pagina

Published by

Presentazione

  • : Iskra
  • Iskra
  • : Da una scintilla scoppierà un incendio
  • Contatti

Categorie